Sindrome di idrocuzione, quando tuffarsi nelle acque troppo fredde diventa molto pericoloso: informarsi salverebbe più di qualche vita


L’idrocuzione o colpo d’acqua, rappresenta un vero e proprio shock termico troppo rapido, provocato, ad esempio, da un tuffo in acque fredde e che può portare alla sincope. Informarsi potrebbe salvare molte vite. Vediamo insieme di cosa si tratta e cosa fare

Molti non hanno mai sentito parlare di idrocuzione. Spieghiamolo. Immaginate dei ragazzi, in giro sotto il sole di Agosto, magari hanno nel frattempo fatto due tiri a calcio e decidono di mangiare un panino farcito. Terminato il tour in città, scelgono di fare un tuffo in mare per divertirsi e rinfrescarsi. NON C’è NULLA DI Più SBAGLIATO!

Il corpo in tali condizioni, specialmente nei mesi estivi, ha una temperatura pari a 37-38 gradi mentre, quella dell’acqua, che sia mare o lago, non supera probabilmente i 18-20 gradi.

Il corpo, a contatto con l’acqua, entra in shock a causa dell’eccessiva differenza di temperatura: il cervello percepisce un sovrastimolo generando shutdown del sistema. La respirazione diventa affannosa, ci si ritrova in mare svenuti, sprofondiamo nelle acque, specialmente nei laghi o fiumi che, non essendo costituiti di acqua salata, non sorreggono il corpo. Se il nostro amico è lontano da noi e non si accorge che siamo svenuti, anneghiamo!

Se siamo in acqua in stato di shock, non riusciamo a riferire che stiamo male, che abbiamo ronzii nelle orecchie, vomito, freddo eccessivo, che non vediamo più in lontananza e che ci sentiamo tirare giù dalle acque. Nessuno capirebbe che stiamo annegando o stiamo per perdere coscienza. Penseranno che vogliamo fare un’immersione: non sanno che quello che sta accadendo si chiama IDROCUZIONE. E’una sindrome ingannatrice, a volte asintomatica o troppo rapida.

Nessuno ha mai avvertito questi ragazzi che volevano solo divertirsi, che bisogna bagnarsi gradualmente per evitare pericoli.

L’esempio citato è solo rappresentativo: potrebbe capitare a chiunque è particolarmente accaldato e decide di fare un tuffo improvvisamente in un corso d’acqua.

L’idrocuzione in termini medici: cosa fare e non fare

In termini medici l’idrocuzione è l’effetto che si produce in seguito al contatto della pelle con l’acqua fredda e che provoca una vasocostrizione nel midollo allungato. Se tale fenomeno avviene in modo eccessivamente rapido, si può verifica un arresto della circolazione cerebrale associato a sincope. Il soggetto colpito da questa condizione sprofonda nell’acqua e annega per asfissia.

Trattamento

Se il soggetto colpito viene soccorso con estrema rapidità con la respirazione bocca a bocca o eventualmente con massaggio cardiaco, di solito si ripristinano i movimenti respiratori e cardiaci.

Mai il bagno a stomaco pieno!

E’ consigliato evitare di fare il bagno dopo un pasto abbondante o dopo aver assunto alcool, in quanto, la digestione utilizza gran parte delle energie per digerire.

E’ inoltre sconsigliato fare bagni molto ravvicinati. I meccanismi di termoregolazione dell’organismo, infatti, si attivano rapidamente, ma per ristabilire l’equilibrio tra la temperatura esterna e interna impiegano un’ora. Fino a quando questo equilibrio non viene raggiunto, il rischio di idrocuzione è elevato.

I medici sconsigliano di immergersi velocemente in acqua dopo un’esposizione eccessiva al sole. E’opportuno semplicemente mettere un po’ d’acqua sulla nuca e sulla parte anteriore del torace in modo da preparare il corpo al bagno.

E’ davvero sconcertante sapere che nel 2019 ancora ci sia poca informazione su ciò, su qualcosa di così importante che salverebbe molte più vite di quante se ne possano salvare con la disinformazione. Divulgare e condividere con amici e parenti queste notizie ci renderà sicuramente molto meno incoscienti.

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