giovedì - 22 Ottobre - 2020

La scienza conferma: chi corregge sempre gli errori grammaticali è una persona sgradevole e introversa, che non ama aiutare gli altri

 

Conoscete persone che vi correggono continuamente dicendo che certi termini non si usano o che è scorretto dire così o colà? Si tratta di persone che non fanno altro che correggere continuamente il linguaggio altrui.

Be’, ora gli scienziati vi consegnano lo strumento che li metterà a tacere, poichè si sentiranno particolarmente offesi. Diversi studi di psicologia hanno confermato che le persone che continuano imperterriti a correggere gli altri, sono persone sgradevoli, introversi, e poco disposti ad aiutare gli altri.

La professoressa Julie Boland della University of Michigan ha guidato uno studio che mirava a capire in che modo la personalità di un soggetto interferisca con la necessità di rimarcare i refusi e le imprecisioni grammaticali degli altri.

All’esperimento condotto dagli studiosi della University of Michigan hanno preso parte 83 volontari, che hanno letto le email di risposta ad un annuncio per la ricerca di un coinquilino. Alcune includevano sviste ed errori di scrittura come “mkae” al posto di “make” oppure “abuot” al posto di “about”.

I partecipanti sono stati invitati a giudicare gli autori delle email e a “votare” il loro grado di intelligenza, cordialità, la loro capacità di sintesi etc. Ad ognuno è stato poi chiesto di riportare gli eventuali errori grammaticali e di indicare quanto questi li avessero disturbati.

 

I volontari hanno poi compilato il test di personalità e risposto ad alcune domande circa la loro età, il contesto sociale di provenienza e il loro rapporto con il linguaggio. Dall’esperimento è emerso che i più critici e severi contro gli autori distratti e imperfetti erano proprio i più introversi e scrupolosi. E anche i meno aperti e “versatili”: “Questo si deve al fatto che le persone meno disponibili tollerano con difficoltà le deviazioni dalla norma”, spiegano i ricercatori.

“Si tratta del primo studio ad ipotizzare che la personalità di chi ascolta o legge possa avere un effetto sull’interpretazione del linguaggio”, ha spiegato Julie Boland della University of Michigan, autrice dello studio. “Con questo esperimento – continua – siamo riusciti ad esaminare i giudizi sociali dei lettori nei confronti di chi scrive”. Giudizi non sempre favorevoli, ma che possono aiutare a comprendere meglio come le persone comunichino online e chi si nasconda dietro l’insulto scritto in risposta ad un errore “imperdonabile”.

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