venerdì - 4 Dicembre - 2020

Al Policlinico Gemelli di Roma il primo farmaco per il tumore più aggressivo e silente che esiste: il tumore al pancreas

Novità in campo della medicina. Arriva al policlinico di Roma il primo farmaco per il tumore al pancreas, uno dei tumori più silenti e aggressivi

In arrivo al Policlinico Gemelli di Roma il primo farmaco per il cancro più aggressivo e silente ovvero quello al pancreas. Generato dalla stessa mutazione dei geni Brca, responsabile anche di altri tumori come quello al seno e ovaio.

L’obbiettivo di questo nuovo farmaco è quello di frenare la progressione del tumore, colpendo la mutazione genetica e la relativa anomalia.

La dottoressa Cinzia Bagalà, oncologa del centro comprensivo per il cancro al Gemelli, ha spiegato:  “Il farmaco non ha ancora l’indicazione per il pancreas, e dunque non è rimborsabile  ma, grazie ai risultati dello studio Polo, è stato avviato un programma di uso compassionevole che consente di ricevere il farmaco dall’azienda e darlo ai pazienti con mutazione dei geni Brca 1 o 2 e tumore del pancreas metastatico, che abbia risposto bene a un particolare regime di chemioterapia. Per i pazienti significa sostituire la chemio con delle pillole da assumere a casa: Si tratta della prima terapia di mantenimento per questi casi, per di più una terapia domiciliare. L’obiettivo è che assumendo il farmaco, dopo alcuni cicli di chemioterapia a base di platino, “il tumore al pancreas e le metastasi – prosegue Bagalà – restino stabili. Ma pensiamo, sulla base dei dati clinici disponibili, che ci possa essere un’ulteriore risposta terapeutica e che la malattia possa continuare a ridursi”.




Tumore al pancreas, oggi si sconfigge con un farmaco approdato in Italia

Diversi studi hanno confermato l’efficacia del farmaco Olaparib, che secondo dati raccolti dalla Società americana di oncologia clinica (Asco), ridurrebbe la progressione della malattia del 47%. Un dato importantissimo visto che, il tumore al pancreas risulta essere il più aggressivo e silente e dà, ai pazienti malati, poco più di 6 mesi di vita in stadio avanzato e con metastasi.

La dott. Bagalà prosegue dicendo:  “E’ ormai sempre più frequente nella pratica clinica anche per il tumore del pancreas eseguire il test genetico del Brca: se il gene risulta mutato possiamo dare al paziente la chemioterapia più efficace e disponiamo poi di una terapia di mantenimento“.

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