Grandi verdi e appetitose, le olive colorate con il solfato di rame: allarme olive cancerogene


Puglia, 85 tonnellate di olive pronte ad andare sulle nostre tavole, sequestrate dalla polizia forestale: venivano colorate con una sostanza verde E 141, 18 le persone denunciate. Cerchiamo di capire per quale motivo i produttori colorano le olive con il solfato di rame e la clorofilla ramata.

Un vero e proprio inganno a danno della salute dei consumatori, truffati nell’acquistare delle olive grosse, dal color verde vivo, intenso, ma che in realtà erano state colorate artificialmente per invogliare il cliente ad acquistarle.

18 imprenditori denunciati che ora dovranno rispondere di frode a danno dei consumatori e commercio di sostanze nocive non autorizzati dalla legge.

Le olive venivano colorate con lo scopo di eliminare e nascondere eventuali ammaccature, un processo che impiegava l’utilizzo la clorofilla ramata verde e del colorante E 141, vietati dalla legislazione nazionale perché entrambe le sostanze risultano nocive per la salute e sono altamente cancerogeni. I titolari delle aziende sono delle città di: San Ferdinando, Polignano a Mare, Bitetto, Bitritto, Bisceglie, Margherita di Savoia, Bari, Sannicandro di Bari, Modugno, Noicattaro, Andria, San Giovanni Rotondo, Cassano delle Murge e Lucera.
Il coordinatore delle indagini della guardia forestale, Giuliano Palomba, spiega  che di solito viene utilizzata soda caustica per rendere dolci le olive attraverso la “deamarizzazione”, processo che però tende ad ingiallire le olive; per evitare pertanto che venissero vendute di color giallastro, i produttori hanno deciso di colorarle senza pensare che avrebbero arricchito le loro tasche ma avrebbero procurato danni alla salute di chi le avrebbe acquistate e mangiate.

Oltre alla denuncia della falsa colorazione sono state riscontrate violazioni riguardo il falso made in Italy, ovvero importavano olive spagnole e greche facendo credere che fossero olive pugliesi.

Contraffazione, frode nell’esercizio di commercio, danni al consumatore, cattiva conservazione degli alimenti, queste le accuse di cui dovranno rispondere i produttori pugliesi. Diffidate dagli alimenti che sembrano artificiali perché i cibi genuini non devono essere belli ma buoni e salutari. Non fatevi ingannare dall’occhio.

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