venerdì - 12 Luglio - 2024

Bollo Auto, novità: Ecco cosa può “salvarci” dal pagamento

Il bollo auto, ovvero la tassa automobilistica che ci accompagna da sempre, negli ultimi anni sembra essere aumentata in modo esponenziale, e per questo, gli automobilisti sembrano sempre più “incazzati”, ribellandosi più volte e rifiutando il pagamento.

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Il governo aveva dichiarato di voler intervenire per bloccare i costi e gli aumenti, ma per ora non c’è nessuna novità in merito. Risparmiare, o addirittura non pagare il bollo si può:  ecco tutte le agevolazioni ed esenzioni sul bollo auto.

Bollo auto: gli aumenti che fanno impazzire gli italiani

Vogliamo dirlo, anche se a malincuore… il bollo auto in Italia è molto più caro rispetto a quello degli altri paesi europei e gli italiani sono davvero stanchi di farsi “sfilare” dal portafoglio così tanti quattrini! Molti diventano evasori, altri, se pur non tanto felici, pagano il bollo a tutti i veicoli in possesso.
La tassa di possesso sull’auto – che grava sugli autoveicoli e i motoveicoli immatricolati in Italia, il cui versamento è a favore delle regioni italiane di residenza, aumenta pertanto ogni anno. Secondo una ricerca Uecoop (l’Unione europea delle cooperative), il costo del bollo auto è infatti aumentato del 19,8%. Lo studio, calcolato sui dati Istat in relazione ai consumi degli italiani, stima che dal 2013 al 2018 la media nazionale è salita di 171,6 milioni l’anno. Solo nel 2018 in Italia il pagamento del bollo è costato in totale 5,2 miliardi di euro. I rincari non risparmiano neppure le imprese che hanno visto aumentare la tassa sui veicoli sui veicoli del +11,3%.

Bollo auto 2019, risparmiare sul bollo si può

Non disperate! ci sono dei modi del tutto legali, per risparmiare sul bollo auto, e talvolta, si può avere anche un esenzione dal pagamento.

Insomma, gli italiani spendono sempre di più per l’auto. Al costo del bollo si aggiungono infatti le spese per i carburanti (l’Italia è tra i cinque Paesi al mondo dove la benzina è più cara) e per le assicurazioni.

Ci chiediamo: è possibile risparmiare sul bollo auto? Sì, perché ci sono alcune categorie di veicoli esentati dal pagamento della tassa. Vediamo insieme quali, anche se a dire la verità le esenzioni e le agevolazioni sul bollo auto non sono tantissime.

Esenti dal bollo, ci sono le auto storiche, ma nono solo. Nell’esenzione rientrano anche le auto progettate per disabili, portatori di handicap (nello specifico: veicoli intestati a persone disabili o ai familiari che hanno eventualmente a carico un disabile, per effetto delle agevolazioni connesse alla legge 104 sui portatori di handicap. In questo caso i documenti vanno presentati entro 90 giorni dalla scadenza del termine per il pagamento del bollo). Una riduzione del bollo auto viene riconosciuta alle auto alimentate a Gpl e metano o ibride.

Il bollo auto, però, è una tassa regionale e ogni regione ha istituito una modalità propria per incentivare la diffusione di veicoli alimentati con sistemi alternativi. In alcuni casi (rari per la verità) chi possiede un’auto a metano o gpl può chiedere l’esenzione del bollo da 3 a 5 anni, ma come detto si tratta di eccezioni.

Chi invece possiede un auto elettrica, il bollo non lo paga: in questo caso, generalmente, gli automobilisti possono godere di un’esenzione per 5 anni a partire dalla prima immatricolazione e di agevolazioni consistenti negli anni successivi. Attenzione, però: le vetture con doppia alimentazione (dunque benzina/elettrica o diesel/elettrica) non godono degli stessi vantaggi, ma “solo” di alcune esenzioni (che comunque sono spesso abbastanza consistenti) stabilite dalle diverse amministrazioni regionali. La ratio della legge è ovviamente di premiare coloro che inquinano meno e utilizzano un’auto a basso impatto ambientale.

Bollo auto, quando un certificato può “salvarci” dal pagamento

Per chi ha acquistato o acquisterà un’auto ibrida quest’anno è stata introdotta la garanzia di avere il bollo auto gratuito per 3 o 5 anni in diverse regioni, o ancora la possibilità di pagare con bonifico o particolari sistemi che consentono di avere uno sconto del 10%. Ecco, nel dettaglio, la situazione regione per regione. Vi consigliamo comunque di controllare le normative della vostra Regione sul sito dell’Aci, per informazioni più dettagliate:

Campania: non previsto il pagamento del bollo per le auto ibride (benzina-elettricità; benzina-idrogeno)
Emilia Romagna: non previsto il pagamento del bollo per le auto ibride immatricolate dal 2016
Lazio: non previsto il pagamento del bollo per le auto ibride per i primi 3 anni d’immatricolazione
Liguria: non previsto il pagamento del bollo per le auto ibride immatricolate dal 2016 (esenzione per i primi 4 anni)
Lombardia: con il decreto numero 482 del 17 gennaio 2019 Regione Lombardia concede un contributo a chi demolisce veicoli inquinanti e l’esenzione triennale dalla tassa auto per chi acquista autovetture Euro 5 o 6, a benzina, bifuel o ibride. Previste anche altre agevolazioni per i veicoli a doppia alimentazione e per i veicoli a idrogeno.
Marche: non previsto il pagamento del bollo per le auto ibride (per i primi 6 anni)
Piemonte: non previsto il pagamento del bollo per le auto con impianto Gpl di fabbrica. Esenzioni per 5 anni per chiunque abbia provveduto ad un’installazione successiva
Puglia: non previsto il pagamento del bollo per le auto ibride acquistate dal 2014 e per i 5 anni successivi
Umbria: non previsto il pagamento del bollo per le auto ibride immatricolate tra il 2016 e il 2017 (validità due anni)
Veneto: non previsto il pagamento del bollo per le auto ibride acquistate dopo l’1 gennaio 2014 (esenzione valida 3 anni)
Bolzano: non previsto il pagamento del bollo per le auto ibride elettriche e termiche, a Gpl, a metano e a idrogeno (esenzione valida 3 anni)
Trento: non previsto il pagamento del bollo per le auto a metano-benzina, gpl-benzina ed elettricità-benzina (esenzione valida 5 anni).

Altro caso in cui non è previsto il pagamento, è se l’auto è rottamata.

Tuttavia potrebbe capitare di ricevere, dopo qualche anno, una cartella esattoriale con la quale ci viene richiesto il pagamento del bollo della nostra auto rottamata proprio qualche anno prima. La tassa non va pagata. Ci sono però alcuni documenti da presentare.

E’ proprio la cancellazione dal PRA che dà la possibilità di avere una radiazione definitiva del veicolo: di conseguenza il vecchio proprietario non è più tenuto a pagare il bollo per quell’auto, né dovrebbe ricevere qualche cartella esattoriale a riguardo. E’ necessario però che il proprietario del veicolo si faccia rilasciare un certificato di rottamazione dal centro raccolta oppure dal concessionario. Quest’ultimo è un documento piuttosto importante e va conservato con cura, proprio perché nell’ipotesi in cui un giorno ci venga richiesto il pagamento del bollo per la nostra auto rottamata anni prima, questo documento farà fede e ci permetterà di non pagare nulla. Il certificato di rottamazione, insomma, rappresenta l’attestazione definitiva che il veicolo è stato consegnato, nonché l’impegno da parte del concessionario o del centro a procedere alla cancellazione dal Pubblico Registro Automobilistico del veicolo stesso.

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