giovedì - 29 Ottobre - 2020

Testimone di Geova rifiuta la trasfusione e si lascia morire. Felici i figli: “Brava mamma”

Una donna di 70 anni ha deciso di abbandonare la sua vita terrena, la sua famiglia, pur di non andare contro il credo religioso, essere testimone di Geova, che nega il diritto di ricevere trasfusioni di sangue anche in fin di vita. I figli hanno risposto alla vicenda: “brava mamma”. Una notizia che desta molto scalpore e incredulità.

Una donna di 70 anni, testimone di Geova, ha deciso di abbandonarsi alla morte all’ospedale di Piedimonte Matese rifiutando categoricamente di ricevere sangue tramite trasfusione poichè lei era testimone di Geova. Ricevere il sangue di chi lo ha donato sarebbe servito per salvarla e lei avrebbe continuato ad abbracciare i suoi figi e vivere serenamente con la sua famiglia.

A darne notizia il primario del nosocomio, Gianfausto Iarrobino, che si è sfogato così: “L’avrei salvata al 100%. I figli ed i parenti solidali con lei. Come può una religione ancora oggi permettere un suicidio?”.

La fede che genera il “suicidio”

Non sempre la fede abbraccia la scienza e la medicina generando conseguenze fatali.

All’ospedale di Piedimonte Matese, in provincia di Caserta, una donna di 70, testimone di Geova, è deceduta venerdi dopo che lei, e la sua famiglia, hanno rifiutato di ricevere sangue per salvarsi la vita.

La donna da giorni era ricoverata per “gastrite sanguinante“pertanto aveva perso eccessive quantità di sangue e i valori di emoglobina erano crollati pericolosamente.



Oggi sono triste e contemporaneamente incazzato nero”, lo sfogo di Gianfausto Iarrobino, il primario della Chirurgia generale che ha avuto in cura la 70enne. “Una paziente è venuta meno nel mio reparto perché ha rifiutato una trasfusione di sangue. Era testimone di Geova. L’avrei salvata al cento per cento ma ha rifiutato ed è morta. I figli ed i parenti solidali con lei. Ho fatto di tutto. Mi sono scontrato con tutti i familiari ma… nulla. Hanno assistito alla morte della madre quasi con gioia”.

Non si può obbligare il paziente, in questi casi. Lei era lucida e ha firmato la cartella clinica chiedendo di non volere trasfusioni, e il rammarico del medico per una morte che si poteva evitare. Iarrobino, in un post sui social, ne ha anche per i familiari della donna: Alla fine i figli si sono esaltati dicendo: ʻmamma sei stata grande, hai dato una lezione a tutti i medici ed a tutto il repartoʼ”.

Oggi sono triste e contemporaneamente incazzato nero. Una paziente è venuta meno nel mio reparto perché ha rifiutato…

Pubblicato da Gianfausto Iarrobino su Venerdì 27 settembre 2019

La morte della paziente 70enne avviene pochi giorni dopo un’altra vicenda che ha fatto discutere.

Identica vicenda per una bambina neonata

Questa volta il tragico destino riguarda una neonata di 10 mesi ricoverata all’ospedale di Legnano, in provincia di Milano, in seguito ad una commozione celebrale. I genitori, entrambi testimoni di Geova, si sono opposti ai medici che volevano trasfondere la bimba. E’ dovuto intervenire il magistrato del tribunale dei minorenni di Milano per togliere momentaneamente la patria potestà e autorizzare i dottori a procedere con l’operazione. La piccola è riuscita a salvarsi fortunatamente.

Nella vicenda della donna settantenne, non minorenne quindi, capace di intendere e di volere, la sua decisione è stata presa da lei e nessuno può andare contro la sua volontà.

Il dottore ribadisce: “La signora era ben cosciente ed ha firmato ben 2 volte in cartella che rifiutava la trasfusione. Il giudice interpellato non mi ha consentito la trasfusione. Non ho potuto far nulla. Come si fa ad accettare una morte quando con 2 sacche di sangue il problema era sicuramente risolto. Una semplice gastrite sanguinante…”. Mi chiedo: come può una religione ancora oggi permettere un suicidio? Come è possibile che io deputato per giuramento a salvare le vite umane, sia stato costretto a presenziare e garantire un suicidio assistito?”

Ma perchè i testimoni di Geova rifiutano le trasfusioni?

A questa domanda ha risposto uno degli esponenti di questo credo religioso:”È una questione di natura religiosa, non medica. Sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento troviamo il chiaro comando di astenerci dal sangue (Genesi 9:4; Levitico 17:10; Deuteronomio 12:23; Atti 15:28, 29). Inoltre agli occhi di Dio il sangue rappresenta la vita (Levitico 17:14). Pertanto non accettiamo il sangue non solo per ubbidienza a Dio, ma anche in segno di rispetto per lui in quanto Datore di vita”.

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