martedì - 29 Novembre - 2022

Taranto, 17enne salvato da aneurisma cerebrale senza interventi chirurgici

Un aneurisma bloccato senza dover aprire la scatola cranica, che consente di raggiungere l’interno del cervello attraverso la tecnica dell’embolizzazione

Buone notizie in campo medico. Un 17 anne di Taranto è stato salvato dai medici dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto.

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Il ragazzo si trovava in spiaggia quando ha avvertito un forte dolore alla testa. Una volta arrivato in ospedale, la Tac ha messo in evidenza un’emorragia cerebrale e l’Angio-Tac ha mostrato la rottura di un aneurisma cerebrale, causa dell’emorragia. E per bloccarla, invece di eseguire un “classico” intervento chirurgico, i medici hanno deciso di adottare una tecnica, che al Santissima Annunziata viene usata da tempo: si tratta dell’embolizzazione, un intervento meno invasivo, ma efficace. Invece di aprire la scatola cranica e divaricare il cervello, “l’aneurisma viene raggiunto dall’interno e neutralizzato per via endovascolare riempendo la sua sacca con minuscoli filamenti di platino”, ha spiegato la Asl, secondo quanto riporta Repubblica. In sostanza, dopo aver effettuato una puntura dell’arteria femorare all’inguine. Il direttore del reparto di neurochirurgia riferisce:

“il neuroradiologo interventista raggiunge l’aneurisma cerebrale navigando nelle arterie con cateteri di calibro progressivamente minore sotto la guida dei raggi X”. Poi riempie la sacca dell’aneurisma con delle spirali, in modo da impedire al sangue di entrarvi nuovamente.

Il delicatissimo intervento endovascolare di embolizzazione è stato eseguito con successo dai dottori Nicola Burdi, direttore facente funzioni di Neuroradiologia, coadiuvato da Delio Monaco, e da Umberto Vacalebre e Giordano Nardin di Anestesiologia e rianimazione. Al buon esito dell’intervento hanno contribuito anche il neurochirurgo Massimo Galasso e la sua èquipe”.

Questo tipo di intervento denominato appunto embolizzazione, viene utilizzato per molti interventi diversi a carico del cervello.

Attualmente il ragazzo si trova in reparto rianimazione ma respira da solo. I medici ritengono che l’intervento sia andato a buon fine e che il ragazzo potrà continuare la sua battaglia per riprendere in mano la sua vita, per il momento messa a dura prova da questo tragico evento.

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