lunedì - 15 Agosto - 2022

Steccature e ingessature con il cartone all’ospedale, una situazione inverosimile

Situazioni che sembrano surreali: recarsi in ospedale con fratture e lussazioni e scoprire che non hanno sufficiente materiale medico per fare l’ingessatura. Cosa fanno a questo punto? Usano dei cartoni ! E’ la situazione all’ospedale di ReggioCalabria: non ci si crede ancora che nel 2019 la sanità pubblica abbia carenze di questo tipo.

Recarsi in ospedale per una frattura o una lussazione, all’ospedale di Reggio Calabria significa ricevere assistenza esclusivamente al pronto soccorso, poichè il reparto ortopedia è attivo solo ad alcune ore del giorno, per tagli alla sanità!  Un pronto soccorso dove, in carenza di stecche e dei materiali necessari per le docce gessate, i pazienti vengono steccati con cartone, imballaggi e bende.

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Capita, così, di imbattersi in pazienti con la spalla rotta avvolta in pezzi di cartone, o caviglie steccate con rimasugli degli imballaggi con cui consegnano le merci all’ospedale. Immaginate quanto sia igienico utilizzare il cartone da imballaggi per creare gessature! Ma i medici non hanno altro!

Un’assistenza sanitaria davvero scadente: dottori che tentano, come se fossero dei sarti, di rimodellare e cucire pezzi e rimasugli di cartone per crearne steccature. Sembra un film comico ma è la “sana”realtà degli ospedali del sud.

Ospedali del Nord perfettamente attrezzati e funzionanti e quelli del sud, che a volte mancano anche di igiene, costretti ad accontentarsi del poco bagaglio di materiale medico a disposizione. I pazienti del nord e del sud non hanno forse uguali diritti?

Il caso di Reggio Calabria non è un caso isolato. La sanità in questa Regione è un continuo calvario fatto di reparti che chiudono e macchinari fermi. Si tratta della riprova che Piani di Rientro e commissariamenti di lacrime e sangue per i cittadini e per i lavoratori del settore è servito solo a impoverire la sanità pubblica, con realtà che rischiano di essere sommerse dalla domanda inevasa di cure. È il tempo di porre fine allo scempio del sistema sanitario regionale e riaffermare una nuova idea di salute che ponga al centro i bisogni dei cittadini costretti a migrare in altre regioni o a ricorrere alle cure a pagamento.

La Federconsumatori chiede con urgenza un intervento del Ministero della Salute che non si limiti ad individuare le responsabilità di questa grave inefficienza, ma che analizzi la mappa dell’assistenza sanitaria nel territorio.

Numerosi ospedali sono stati chiusi da tempo a Reggio Calabria poichè non vi erano soldi per pagare il personale medico: i pochi ospedali rimasti ricevono mole di pazienti superiore a quanto ne è previsto. Il risultato? pronto soccorsi invasi, numero di medici insufficienti per fronteggiare tutte le emergenze, pazienti in panico e impauriti.

Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori Nazionale e Mimma Iannello, Presidente della Federconsumatori Calabria affermano:”Le esigenze di bilancio non possono e non devono mai e in alcun modo compromettere un diritto primario come quello alla salute”.

Bisogna agire in tempo poichè, tutti i cittadini hanno un diritto fondamentale: il diritto alla salute. Se nord o sud, non importa, le strutture devono essere finanziate allo stesso modo poichè l’eccellenza scientifica e medica è presente in tutte le regioni e i cittadini italiani hanno tutti gli stessi doveri (pagare le tasse), ma anche gli stessi diritti!

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