mercoledì - 28 Ottobre - 2020

Prelievi contanti conto corrente: limiti, controlli e multe dal Fisco

Qual è il limite del prelievo dal conto corrente bancario in contanti? Se la somma prelevata è elevata si rischia l’accertamento fiscale? È possibile prelevare tutti i soldi del conto corrente senza problemi con l’Agenzia delle Entrate?

Il prelievo in contanti dal conto corrente è vincolato a un limite? Sappiamo che la normativa attuale prevede regole ferree sulla tracciabilità del denaro, prevedendo pagamenti su circuiti telematici come carte o bancomat ecc. come piano anti evasione fiscale. Nello stesso tempo, imponendo un limite di trasferimento di contanti per importi maggiori di 3 mila euro. In sostanza, questa rigidità legislativa viene meno sui prelievi bancari, in quanto, il denaro appartiene alla stessa persona, ossia, è sempre il correntista che preleva dal proprio conto corrente il denaro di cui necessita.

Prelievo in contanti dal conto corrente: limiti e controlli dall’Agenzia delle Entrate

È impensabile che un correntista prelevi una somma maggiore di 3 mila euro rischiando delle sanzioni penali, in quanto, la multa si applica all’utilizzo del denaro contante per un importo che va da 3 mila euro a 50 mila euro. Tecnicamente il correntista può chiudere i rapporti con la banca e ritirare il denaro in contanti senza problemi.

Tuttavia, nel caso di prelievo di risparmi corposi è prevista una soglia da rispettare, e riguarda il limite d’importi di denaro maggiori di 12.500 euro. Per queste somme, scatta la norma antiriciclaggio che impone il divieto di trasferire il denaro d’importo superiore a 3 mila euro, senza il supporto di un intermediario abilitato, ossia un istituto di credito.

Inoltre, la banca come da procedura per i prelievi maggiori di 10 mila euro, aziona la segnalazione alla Unità d’informazione finanziaria (Uif). È impensabile aggirare la norma effettuando 10 prelievi dell’importo di mille euro cadauno, in quanto, la segnalazione scatterebbe nell’immediato come attività illecita. In quest’ultimo caso, il correntista non solo riceve l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate, ma potrebbe scattare il controllo diretto dalla Procura della Repubblica.

Prelievo in contanti dal conto corrente: la normativa

Il denaro in contanti prelevato da conto corrente deve restare custodito in casa, usato per spese d’importi ridotti. Rammentiamo che dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021 diminuisce il limite dell’utilizzo del denaro contante che passa a 1.999,99 euro. Di conseguenza, tutti i movimenti di denaro (pagamenti, prestiti ecc.) oltre 2 mila euro dovranno avvenire con l’uso di strumenti tracciabili (carte, bancomat ecc.). Tale limite subisce un’ulteriore riduzione dal 1° gennaio 2022 la cui soglia si abbassa a mille euro.

Prelievo in contanti dal conto corrente: I controlli fiscali

Quando parliamo di controlli fiscali sul denaro prelevato dal conto corrente, dobbiamo fare una piccola distinzione, ossia stabilire se il correntista sia disoccupato, pensionato, lavoratore, imprenditore. La prima categoria non è soggetta a particolare controlli da parte del Fisco sui prelievi bancari dal proprio conto.

Tuttavia, prelevando un importo di circa 5 mila euro in contanti si deve fare attenzione a non spenderli in beni di lusso (auto, casa ecc.), se il denaro discosta dalla dichiarazione dei redditi. Nel caso di spese importanti, è sempre opportuno utilizzare gli strumenti tracciabili più che il contante, per avere la prova in caso di accertamento fiscale.

Per gli imprenditori le regole sono scisse, quindi, devono giustificare l’utilizzo del denaro di conseguenza, conservare le prove in caso di controllo fiscale da esibire a supporto dei movimenti del conto aziendale.

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