OMS: Chi guarisce dal Covid-19 è potenzialmente contagioso per altre 2 settimane


In questa situazione di grande disagio, il nostro Governo italiano, come anche i capi di Stato esteri, hanno imposto il distanziamento sociale, ovvero l’impossibilità di fare assembramenti, unico modo diminuire i contagi.

Ci sono notizie e aggiornamenti che provengono dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per voce del suo direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, il quale afferma che:

un paziente guarito da coronavirus non rappresenta più un pericolo per quanto riguarda l’eventuale contagio di altre persone, soltanto dopo due settimane dalla guarigione”.

Questo significa che le misure di contenimento del contagio da coronavirus dovranno essere rispettate anche dopo due settimane dopo dalla scomparsa della malattia e ciò cambierebbe di molto la visione di chi è stato contagiato ed è guarito.

L’OMS ha pertanto lanciato un appello, attraverso una conferenza stampa che si è tenuta a Ginevra, specificando che nessuno dovrebbe venire a contatto con il paziente guarito da Coronavirus, almeno per 14 giorni dalla sua dimissione ospedaliera.

Sempre nel corso della medesima conferenza stampa, tenutasi nella città svizzera, il direttore generale dell’organizzazione mondiale della sanità ha evidenziato come i casi stiano aumentando vertiginosamente, colpendo delle zone del mondo che fino a poco tempo fa erano illese.

Lo stesso direttore ha voluto, ancora una volta precisare che è fondamentale  rispettare le raccomandazioni che proprio dall’OMS ha lanciato sin dall’inizio della Pandemia: lavarsi costantemente le mani nel corso della giornata, di starnutire nel gomito e quindi anche di mantenere la distanza di sicurezza di almeno di un metro, indossando guanti e mascherine.

La campagna lanciata per contrastare il Coronavirus, mira ad eseguire un maggior numero di tamponi, verificando in netto anticipo quanti sono i positivi nel mondo.

Proprio in ragione di questa considerazione negli scorsi giorni l’organizzazione ha provveduto a spedire circa un milione e mezzo di test in circa 120 paesi del mondo.

Nella stessa conferenza, il direttore dell’OMS ha puntato l’attenzione sui paesi sottosviluppati, con basso reddito pro-capite e mancanza di misure igieniche adeguate, che se colpite dal Coronavirus, avranno un enorme difficoltà a reagire a questa situazione di emergenza sanitaria.

Particolare cura ed attenzione anche nei confronti dei più vulnerabili: bambini ed immunodepressi.

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.