L’OMS: alcuni tipi di carni rosse sono cancerogene come le sigarette, fate attenzione!


Carne potenzialmente cancerogena come le sigarette, ecco quello che l’OMS, l’organizzazione mondiale della sanità ci riferisce, mettendoci in allerta.

Carni rosse potenzialmente cancerogene  e che provocano danni al sistema cardiovascolare, esattamente come le sigarette. E’ l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che questa volta ci mette in guardia circa la pericolosità molto elevata di alcuni tipi di carne rossa.

L’OMS ha diffuso un rapporto secondo cui il consumo di carne lavorata come salumi, insaccati, würstel e bacon, aumenta il rischio di contrarre il cancro in una percentuale pari al rischio che corrono i fumatori.

Volendo creare un elenco di tutte le sostanze e prodotti che sono la principale causa del tumore, tra i primi posti vi sono le sigarette. l’alcol, l’amianto, l’arsenico, e la carne rossa lavorata.

Carni rosse sotto accusa, quali?

Non tutta la carne rossa è da eliminare dalla dieta, infatti, non bisogna fare allarmismo.

Tra le carni bandite vi è il bacon, hamburger, wurstel e salsicce ma anche salumi e insaccati (coppa, salame e perfino prosciutto) oltre alla carne lavorata tra le prime cinque sostanze più cancerogene per gli esseri umani.

Ma non solo: l’OMS consiglia di fare un consumo limitatissimo di carne fresca rossa di maiale, manzo, vitello e agnello, ma anche cavallo e capra, etichettandoli come «lievemente meno pericolosi» rispetto ai lavorati industriali, sulla base di numerosi studi che provano legami con alcuni tumori.

La decisione è in linea con l’opinione del WCRF (World Cancer Research Fund), una importante ONG che si occupa di prevenzione contro i tumori, secondo cui esiste una relazione provata tra il consumo di carni lavorate (vale a dire salate, essiccate, fermentate, affumicate, oppure trattate con conservanti per migliorarne sapore o conservazione) e il rischio di contrarre un tumore.

Secondo alcune indiscrezioni l’OMS potrebbe raccomandare l’inserimento di avvertimenti sulle etichette dei prodotti interessati, sul tipo di quelli che compaiono sui pacchetti di sigarette.

La novità sarà per l’industria dei fast food e per quei paesi che basano la propria crescita economica sull’azienda di carne lavorata