giovedì - 22 Ottobre - 2020

Il marito muore per cancro fulminante e il supermercato assume sua moglie al suo posto

Molti hanno un grande cuore e tante le storie che ci raccontano ne sono la dimostrazione: questo è il racconto di una donna straziata dal dolore per la perdita improvvisa del proprio marito a causa del cancro, sola, con dei bambini piccoli, a cui è stato fatto un regalo grande: ottenere il posto di lavoro del proprio marito. Un atto di benevolenza senza paragoni.

Il cancro, si sa è il male che uccide atrocemente, colpisce tutti, uomini, donne, bambini, non conosce età e né ceto sociale. Riconoscerlo spesso non è facile, si impossessa del nostro corpo in modi silente e ci divora fino alla morte. I tumori sono la seconda causa di morte (29% di tutti i decessi), dopo le malattie cardio-circolatorie (37%). Si può affermare che, mediamente, ogni giorno oltre 485 persone muoiono in Italia a causa di una neoplasia.

Il cancro ci sceglie come se fossimo delle pedine: questa volta il tragico evento è toccato ad un 37 enne, ancora giovanissimo e con tanta voglia di vivere, strappato alla sua famiglia a causa del cancro.

Gianluca Zambelli viveva con sua moglie e i suoi figli di 3 e 5 anni, a Favaro Veneto e svolgeva il lavoro di cassiere presso l’ipermercato Aliper.

Dopo la sua morte, i proprietari e dirigenti del supermercato hanno deciso di fare un gesto di gran cuore, per alleggerire per quello che è possibile, le sofferenze della vedova rimasta da sola e senza occupazione: hanno assunto sua moglie come cassiera al suo posto.

La voce si è sparsa in tutta la cittadina, tutti molto commossi dal gesto e dal grande atto amorevole compiuto.

Sono queste le storie che ci piace ascoltare, quelle in cui si parla di fratellanza, aiuto per gli altri, storie di conforto, di amore, quelle in cui non c’è odio…

Concludiamo con due bellissime frasi che ci faranno molto riflettere:

“Le mani che aiutano sono più sante delle labbra che pregano.
(Robert Green Ingersoll)”
“Ascoltare, essere attenti, consolare, perdonare, accompagnare, abbracciare, aiutare sono verbi che a volte dimentichiamo. Bisognerebbe scriverli su una parete accanto alla porta di casa, e leggerli ogni volta che usciamo nel mondo.
(Fabrizio Caramagna)”

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