lunedì - 4 Ottobre - 2021

Covid e maggiore rischio di reinfezione: chi ha più di 65 anni deve leggere questa importante informazione

Alcuni pensano che, una volta contratto il Covid, si è immuni: in realtà non è proprio così. Il rischio di riprendere il virus e di reinfettarsi, è ancora più alto se si ha più di 65 anni. Ecco cosa dicono gli esperti.

Lo evidenziano i risultati di uno studio pubblicato dai ricercatori danesi su The Lancet: l’analisi dei dati di sorveglianza nazionale sui risultati dei tamponi molecolari effettuati nel 2020 che indicato che la protezione conferita da una precedente infezione scende al 47% nelle persone di età pari o superiore ai 65 anni.

L’analisi ha preso in considerazione il tasso di infezione durante la seconda ondata (da settembre a dicembre 2020) confrontandolo con quello registrato durante la prima ondata (da marzo a maggio 2020). Questo ha permesso agli studiosi di stimare quanto una precedente infezione da Sars-Cov-2 si traduca in protezione contro la reinfezione. “Abbiamo riscontrato che la protezione nella popolazione è dell’80% o superiore nelle persone di età inferiore ai 65 anni, ma di circa il 47% nelle persone di età pari o superiore ai 65 anni” scrivono gli autori della ricerca, i cui risultati completi sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The Lancet.

Lo studio ha dunque rilevato una protezione relativamente bassa nei confronti della reinfezione nelle persone più avanti con l’età rispetto ai soggetti più giovani. “Solo l’80% della protezione dalla reinfezione in generale, che scende al 47% nelle persone di età pari o superiore a 65 anni, sono cifre più preoccupanti rispetto a quelle indicate in precedenza” hanno detto in un commento, sempre su The Lancet, i professori Rosemary J Boyton e Daniel Altmann dell’Imperial College di Londra che non sono stati coinvolti nello studio.

Una differenza che gli autori della ricerca ritengono possa essere spiegata dai cambiamenti naturali legati all’età nel sistema immunitario, noti anche come senescenza immunitaria. “Questi cambiamenti influenzano il sistema immunitario innato e adattativo, oltre che il coordinamento delle risposte immunitarie, facendo sì che le persone più anziane siano più suscettibili alle malattie infettive emergenti. Inoltre, la riduzione di cellule T naïve è stata associata all’invecchiamento e a peggiori risultati di Covid-19”.

Condividi se ti è piaciuto