giovedì - 21 Gennaio - 2021

Catania: uccideva i pazienti malati nell’ambulanza per “venderli” alle pompe funebri

Un uomo, probabilmente appartenente alla mafia catanese è stato arrestato per aver ucciso pazienti per “venderli” alle onoranze funebri. Avrebbe ammazzato tre persone pazienti molto malati, ma potrebbero essere anche 50: iniettava aria endovena e successivamente consegnava il paziente deceduto alle pompe funebri. Per ogni defunto la ricompensa era pari a 300 euro.

Era un semplice infermiere che lavorava in ambulanza e che avrebbe dovuto salvare quei pazienti che, sentendosi male, avevano chiamato il 118. Ma lui, specialmente se il paziente era in grave condizioni oppure era molto anziano, gli dava il colpo di grazia: li uccideva iniettando aria nelle arterie per potere poi offrire ai familiari i servizi a pagamento di onoranze funebri ottenendo in questo modo una ricompensa di 300 euro.

È questa l’accusa di cui dovrà rispondere il quarantaduenne, arrestato dai Carabinieri di Paternò, per omicidio volontario in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip di Catania su richiesta della locale Procura.

La persona arrestata nell’ambito dell’inchiesta denominata “Ambulanza della morte” sarebbe vicina al clan della mafia del posto.

L’inchiesta

Definita “l’ambulanza della morte”, vedeva morire ingiustamente uomini o donne per una misera ricompensa economica.

L’inchiesta sui malati terminali uccisi in ambulanza e sulla “vendita” delle vittime per 300 euro ad agenzie di onoranze funebri è stata avviata dalla procura di Catania dopo le dichiarazioni di un pentito al programma televisivo “Le Iene”.

I pazienti venivano uccisi quando venivano ritrasportati dall’ospedale di Biancavilla a casa poiché in gravi condizioni. Secondo dai dati raccolti, il paziente malato tornava a casa e “siccome sarebbe morto ugualmente poiché in cattive condizioni di salute, gli iniettavano dell’aria nel sangue, e il malato moriva per embolia” e i familiari non se ne accorgevano, pensavano fosse solo un evento naturale.

Poi, approfittando del momento di dolore, proponevano l’intervento di una agenzia di onoranze funebri che poi “faceva un regalino”. “La gente non moriva per mano di Dio”, ha specificato insomma il collaboratore, ma per “guadagnare 300 euro, invece di 30 o 50”. E’ dal 2012 che va avanti questa terribile procedura di morte.

Attualmente le vittime accertate sono una donna e un uomo molto anziani, e un 55enne deceduto nel 2015.

Si calcola però che potrebbero essere anche 50 le vittime dai 2012 ad oggi. Attualmente le indagini sono in corso.

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