mercoledì - 21 Ottobre - 2020

Arisa, la grave e assurda malattia che l’ha colpita. La cantante: “Non ne posso più…”

Gli italiani amano Arisa, la cantante che ha conquistato tutti con il suo sorriso e la sua musica.

Arisa, pseudonimo di Rosalba Pippa ha vinto nel 2008 il concorso SanremoLab, ha raggiunto il successo partecipando al 59º Festival di Sanremo nel 2009 con il singolo “Sincerità”, vincitore della categoria “Nuove Proposte”.

Nel corso della sua carriera Arisa si è aggiudicata in due occasioni la vittoria al Festival di Sanremo, rispettivamente nel 2009, anno in cui ha vinto come esordiente, e nel 2014, trionfando nella categoria “Campioni” con il brano Controvento. Ha inoltre partecipato, sempre nella categoria “Campioni”, rispettivamente nel 2010 con Malamorenò (9º posto).

Nata a Genova e cresciuta a Pignola,  paese d’origine della famiglia a pochi chilometri da Potenza, il nome d’arte è l’acronimo dei nomi di tutti i componenti del suo nucleo familiare[3] (la A deriva dal nome del padre Antonio, la R dal suo stesso nome Rosalba, la I e la S dai nomi delle sue sorelle Isabella e Sabrina, e la A finale dal nome della madre Assunta), è all’età di 4 anni che partecipa al primo concorso canoro con Fatti mandare dalla mamma di Gianni Morandi.

Arisa ora è una cantante di successo e grande attrice ma anche lei si mostra vulnerabile difronte ai problemi di salute che sta cercando di affrontare.

Ha parlato più volte ai microfoni con aria stanca e umore a terra, rivelando do essere affetta da una patologia seria e invalidante per certi versi.

Arisa e la ditricotillomania

La confidenza è arrivata come risposta alla domanda di uno dei suoi tanti fan che le chiedeva per quale motivo non si facesse allungare i capelli, la cantante gli ha risposto che soffre di ditricotillomania. Una malattia non molto conosciuta che porta con sè problemi non da poco.

Come spiegato dalla stessa Arisa, la ditricotillomania è un disturbo ossessivo compulsivo che è caratterizzato da un persistente ed irrefrenabile bisogno di strapparsi capelli e/o peli di qualsiasi altra area del corpo, per ragioni non estetiche.

Data la natura ripetuta e compulsiva dell’azione compiuta, la ditricotillomania è considerata una variante specifica del disturbo ossessivo compulsivo della personalità. Solitamente lo strappo dei capelli avviene quando i soggetti si trovano in situazioni di stress, ma alcuni di loro possono ricorrere allo strappo compulsivo anche in momenti di relax.

Nei soggetti che presentano questa condizione psicologica, il bisogno di strappare è sempre associato ad un aumento di tensione interiore che si attenua solo attraverso l’atto dello strappo stesso.

Tutti gli individui affetti da tricotillomania provano una sensazione di piacere, sollievo o soddisfazione dopo essersi strappati i capelli ma, allo stesso tempo,  vive una sensazione di vergogna e disagio per via dei danni estetici visibili e della sua incapacità di dominarsi.

Non tutti gli individui affetti da tricotillomania manifestano sintomi orali, ma molti sentono il bisogno anche di mordere, masticare o mangiare i propri peli. Alcuni semplicemente mordono le punte o spezzano il fusto coi denti, senza ingoiare alcunché. Altri invece ingeriscono completamente i capelli o, in certi casi, solo i bulbi piliferi.

La tricofagia può creare danni serissimi al paziente, dal momento che i capelli non possono essere digeriti dall’apparato umano e vanno ad ostruire il tratto digestivo.

Se il paziente ingerisce una quantità significativa di capelli per lunghi periodi di tempo, può arrivare a formarsi una matassa chiamata tricobezoario. Lentamente, nel corso degli anni, questa palla di peli può portare a grave perdita di peso, vomito, problemi digestivi e ostruzioni intestinali. Il tricobezoario, se non viene diagnosticato in tempo e non viene trattato correttamente, può essere mortale.

 

Arisa risponde alle critiche su Instagram

Criticata aspramente per il gesto che ha fatto, attraverso le story Instagram Arisa ha scritto:

“Sì, ho coraggio .Anche paura…ma più coraggio”. Poi ha aggiunto: “Mi raso da quando avevo 22 anni, se non ti piaccio prova ad amarmi per quello che sono dentro. E fai così con tutte le persone che incontri. Provaci almeno”.

Una lotta continua contro gli haters che attaccato con frasi gratuite e spesso prive di senso. Arisa continuerà a deliziare il pubblico con la sua voce soave, che l’ha resa famosa attraverso le vittorie a Sanremo ed affrontare con tutta la forza questo grave disturbo psichiatrico che al momento non ha cure adeguate.

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