venerdì - 14 Giugno - 2024

Stupri sui minori: Castrazione chimica se la vittima ha meno di 13 anni

 

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Castrazione chimica si o no per tutti coloro che violentano minori e non solo? Le opinioni si dividono in Italia tra quelli favorevoli e sfavorevoli nonostante il nostro paese registra annualmente un gran numero di violenze sessuali.

Dando un occhiata ai numeri, l’Italia non sembrerebbe agli ultimi posti per il numero di violenze subite, anzi… Sono 23mila i casi Nel quinquennio 2014-2010 sono state commesse ben 23 mila violenze sessuali ma  soltanto per 17 mila reati sono stati scoperti gli autori. In altri termini, per oltre 6 mila episodi, il violentatore è riuscito a dileguarsi dopo aver compiuto il reato, a sfuggire alle forze dell’ordine e, conseguentemente a “farla franca”. Le vittime della violenza sono principalmente le donne di nazionalità italiana nel 70% dei casi. Sono quasi 6 mila, inoltre, i minori vittime di violenze sessuali nel nostro paese. Prevale la linea dura: il 24,1% degli italiani pretende misure più severe per chi commette il reato spingendosi, nel 12% dei casi, a richiedere addirittura la castrazione chimica per gli stupratori.  Rilevante, inoltre il 9,8% dei cittadini che punta a maggiori e più concrete iniziative per sostenere i centri antiviolenza.

Se il numero dei reati commessi contro le donne resta alto, le pene, con un lento decorso legislativo, sono state decisamente inasprite anche se per i sondaggi una buona parte di italiani chiede punizioni più severe. La violenza sessuale in Italia è punita con la reclusione dai 6 ai 12 anni; se allo stupro segue la morte della vittima la legislazione prevede l’ergastolo.

Castrazione:L’Alabama ha deciso di rendere legale e opzionale la castrazione chimica

Se in Italia, tra le pene più severe vi è la reclusione, in Alabama si è scelto di eseguire la castrazione chimica.

A poche settimane dalle decisione di rendere illegale l’aborto anche in caso di stupro e incesto,

lo stato americano è di nuovo nell’occhio del ciclone per una nuova legge che scatena polemiche e nuovi dibattiti.

Un provvedimento definito “disumano”

A promuovere la legge sulla castrazione chimica è stato il governo repubblicano dell’Alabama.

Il governatore Kay Ivey ha infatti promosso questa legge, che prevede che nei casi di reati di stupro e violenza nei confronti di persone minori di 13 anni di età sia previsto un trattamento di castrazione chimica per lo stupratore.

La legge, denominata HB 379, è stata commentata dal repubblicano Steve Hurst, come riportato da CBS News. Hurst ha replicato a coloro che avrebbero polemizzato sul provvedimento, definendo “disumano”:

“Ho chiesto loro se fosse più disumano di quando prendi un bambino e lo molesti sessualmente dal momento che i bimbi non possono difendersi o fuggire, e devono poi passare attraverso tutto ciò cui devono passare. Se vogliamo parlare di ‘disumano’, questo è ‘disumano’ “.

Come si esegue la castrazione chimica?

Il trattamento di castrazione chimica prevederebbe la somministrazione di un farmaco, medrossiprogesterone acetato, o un principia attivo simile, che blocchi o inibisca la produzione di testosterone, di ormoni, o altri fattori chimici nel corpo di una persona, rendendo totalmente impotente sessualmente il soggetto per tutti gli anni della sua vita.

La persona condannata che decide di ricevere il trattamento può avere una riduzione della pena, mentre coloro che si rifiuteranno saranno obbligati a tornare sotto custodia.

Il decreto, di per sé, potrebbe diventare presto legge e questo creerebbe una contraddizione a livello giuridico perché potrebbe entrare in contrasto con l’ottavo emendamento, che è finalizzato a tutelare da punizioni crudeli e non ortodosse.

L’avvocato Raymond Johnson, sul caso, ha riferito come ciò potrebbe seriamente accadere e di come il reato di violenza contro minori preveda già serie conseguenze a livello normativo, come il carcere, la libertà vigilata e la condizionale.

Cosa succede in Italia

La legge 165 del codice penale argomenta le circostanze in cui un condannato può ricevere sospensione condizionale della pena: tra le varie opzioni, in Italia, non è prevista la castrazione chimica, neppure se richiesta dal condannato.

La proposta di far divenire tale provvedimento medico-farmacologico una vera norma di legge è da tempo caldeggiata da Matteo Salvini, quando era al Governo, ora non più.

Lo scorso aprile, in occasione del voto per la legge sul “revenge porn”, in aula di Parlamento è stata però anche palesata l’intenzione della Lega di fare dietrofront sull’argomento.

Salvini non aveva comunque ceduto sulla questione, ribadendo tra l’altro che la legge sulla castrazione chimica sarebbe già realtà in vari Paesi europei.

Nello specifico, Matteo Salvini avrebbe dichiarato che ci sono persone che, volontariamente, chiedono di essere castrate chimicamente.

Anche nel caso italiano, comunque, come in America ci sarebbe un problema di tipo costituzionale:

la reversibilità del processo di castrazione chimica porta infatti ad una pena che non ha finalità di “rieducazione”

(per la Costituzione italiana infatti ogni pena deve avere una finalità rieducativa) e sarebbe contraria al senso di umanità.

La castrazione chimica,a attualmente, è prevista in Paesi europei come Svezia, Finlandia e Germania, Belgio, Francia, Ungheria, Belgio.

Voi siete favorevoli o no alla castrazione chimica? Fatecelo sapere nei commenti

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