Scandalo: passata di pomodoro e sughi pronti ‘MADE IN ITALY’ realizzato con pomodori cinesi


Avete mai acquistato passata di pomodoro o sughi pronti al supermercato? Quanti di voi hanno guardato l’etichetta? Chi è stato molto attento avrà notato che l’etichetta riporta sempre una sede italiana, ma la verità è un altra: i pomodori utilizzati provengono dalla Cina.

Sughi made in Italy ma realizzati con pomodori cinesi, questo è quello che stiamo per dimostrarvi. Attraverso gli inviati della trasmissione del Iene, si è potuto verificare che i gestori delle aziende che producono passata di pomodoro in italia, prendono la materia prima (i pomodori) in Cina.

Un inviata della trasmissione si è pertanto recata in Cina dove ha incontrato i responsabili delle ditte che abitualmente commerciano  con i produttori italiani di pelati per cercare di far luce su ciò che veramente mangiamo quando viene aperta una scatoletta di pelati “Made in Italy”.

Vi chiederete…che problema c’è se i pomodori sono coltivati in Cina e la passata invece viene realizzata in Italia?

Dovete sapere che in Cina non ci sono le stesse regole che vigono in Europa sulla sicurezza alimentare, pertanto la quantità di pesticidi e metalli pesanti presenti sono molto maggiori e non vengono fatte le stesse analisi batteriologiche.

Stop alla truffa della passata cinese spacciata per italiana

“Abbiamo scoperto che potremmo comprarci un sugo pronto fatto con il 100% di pomodoro cinese, ma con su scritto “Made in Italy”. E visto che i controlli in dogana sono pochi e le leggi su metalli pesanti e fitofarmaci sono molto diverse tra i vari paesi del mondo, rischiamo di mangiarci una marea di schifezze senza neanche saperlo” si legge nel testo di petizione redatto dalla redazione de Le Iene e pubblicato su Change.org. “Chiediamo che su TUTTI i prodotti alimentari inscatolati venga dichiarata la provenienza degli ingredienti, come si fa per l’olio extravergine di oliva e pochissimi altri alimenti inscatolati, per cui bisogna scrivere la provenienza: Italia, UE, extra UE. Poi sarà il consumatore a decidere. Vogliamo il VERO “Made in Italy” polemizzano gli inviati de Le Iene.

Concentrato di pomodoro scaduto e pagato meno

Giovanni Brodo di Nextquotidiano, scrive: “Uno dei motivi per cui le aziende italiane andrebbero a comprare in Cina è ovviamente il prezzo che è molto inferiore. Ma le ditte italiane per risparmiare avrebbero preferito acquistare un concentrato di pomodoro di qualità più bassa (anzi, la più bassa possibile) strappando un prezzo di molto inferiore a quello di mercato (500 dollari a tonnellata contro 750) che equivale a meno della metà del costo di una tonnellata di concentrato di pomodoro prodotto veramente in Italia. Ma come era possibile ottenere un prezzo così basso? Secondo il venditore cinese le aziende italiane compravano grandissime quantità di merce scaduta che era in magazzino da almeno due tre anni. E naturalmente i pomodori dovevano essere trattati con quanti più pesticidi possibile, per aumentare la produzione e far scendere ancora il prezzo. Le aziende italiane quindi intervenivano in due fasi: nel momento della coltivazione dei pomodori e nel momento dell’acquisto del concentrato. In mezzo però dovevano passare almeno tre anni, in modo da far andare a male il prodotto (e parliamo di centinaia di migliaia di tonnellate di concentrato). Ma come farebbero le aziende italiane a fare entrare le merci in italia e a superare i controlli? Ce lo spiega il cinese che dice che i produttori italiani di passata di pomodoro hanno “i loro sistemi” per risolvere le questioni con le autorità del nostro Paese.”

Nessuno agisce: basta essere presi in giro

Da anni la Coldiretti aveva scoperto che vi era truffa nell’ambito della produzione della passata di pomodoro, ma gli affari erano molto elevati, un ingente giro di denaro per le aziende che potevano comprare pomodori a bassissimo prezzo e far credere agli italiani che tutto è fatto in Italia. Solo nel 2009 sono stati importati dalla Cina 82 milioni di chili di concentrato di pomodoro e nel 2015 c’è stato un incremento dell’importazione pari al 174% rispetto al 2009. Secondo gli ultimi dati, ogni anno gli italiani acquistano 550 milioni di chili di pomodori in scatola o in bottiglia e “ogni giorno nei porti italiani vengono scaricati oltre mille fusti (da 200 Kg l’uno, quindi 200.000 kg) di concentrato di pomodoro proveniente dalla Cina che finisce sulle tavole mondiali come condimento tipico del Made in Italy” come riportano gli ultimi dati che provengono dalle aziende produttrici di passate e sughi.

La vera ragione per cui si dovrebbe far protesta pertanto, è che gli italiani hanno il diritto di ricevere informazioni esatte e nessuno può far credere che tutto sia prodotto in Italia se non è così.

Qualsiasi azienda può usare materie prime provenienti dalla Cina o da altri Paesi esteri, così come il consumatore è libero di fare l’acquisto che preferisce, ma l’importante è che sia chiara la provenienza e il processo di lavorazione, in modo che la scelta sia fatta in maniera consapevole.

Sarebbe opportuno divulgare la notizia, perchè come vogliamo che si faccia chiarezza circa l’esatta provenienza dei prodotti, è anche giusto che tutti siano consapevoli di ciò che portano in tavola.