domenica - 2 Ottobre - 2022

Marco Giallini, l’attore che interpreta Rocco Schiavone: “non ho mai metabolizzato la morte di mia moglie, non le ho potuto neppure dire ciao”. Dio gli ha tolto prematuramente la cosa più bella della sua vita in pochi minuti.

“Non le ho potuto neppure dire ciao”.Una triste storia che mette tanta tristezza. L’attore Marco Giallini, conosciuto come Rocco Schiavone nel suo serial televisivo italiano che ha conquistato milioni di telespettatori, parla della morte prematura di sua moglie. Lei che era il suo tutto, volata via in pochi istanti.

Marco Giallini oggi 56enne, si confessa ad un giornale femminile, Vanity Fair, raccontando il dolore che non riesce a superare per la perdita di sua moglie Loredana, morta prematuramente nel 2011 e moglie dei suoi 2 figli, strappata troppo rapidamente da questa vita.

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Tra i ricordi più belli c’è il tempo passato sul muretto di via Nomentana, dove conobbe la moglie Loredana, una morte che non ha mai superato.

Così i pensieri si soffermano anche sulla gioventù, vissuta in maniera semplice. «Io non sono mai stato povero, poveri sono quelli che non mangiano».

Ha voluto raccontare così la sua storia, la sua vita. Una moglie strappata troppo precocemente da questa terra, tutto è accaduto in pochi minuti, in pochi istanti e da quel momento niente ha avuto più senso nella sua vita. Dio spesso porta via chi non dovrebbe, e chi rimane sulla terra non troverà mai il coraggio di ritornare a sorridere come una volta. Compagna di vita e di avventura, madre e moglie perfetta, dolce, bellissima e colonna portante della famiglia che avevano costruito. Ora non è più tra noi, è tra gli angeli del paradiso ma lui la porterà sempre nel suo cuore.

Dio gli ha tolto la cosa più bella della sua vita: il racconto dei momenti felici vissuti con lei e il tragico momento

“Avevo appena finito il militare e facevo il “bibitaro”, portavo le bibite con il camion.
Con le ragazze non ero capace, però andavo in moto e questo piaceva. Loredana mi è stata dietro tre anni. Finché una sera, fuori dalla discoteca, le ho detto: “Allora mettiamoci insieme”. Quanto ho dovuto corteggiarla.
È durata 30 anni. Eravamo legatissimi.
E io tornavo sempre a casa.
Era mia madre, mia moglie, tutto.
Da un paio di giorni aveva un fortissimo mal di testa, ma vai a pensare…
Lei e i bambini stavano per partire per il mare, sarebbero rimasti in vacanza un paio di mesi. Invece, ha chiuso gli occhi e mi si è accasciata fra le braccia mentre chiacchieravamo.
Io le parlavo all’orecchio, ma mi sono accorto che parlavo da solo, e ho maledetto Dio.
Ha vissuto altri due giorni, ma senza riprendere conoscenza. Se non lo provi non lo puoi capire.
Rocco non ne ha più parlato. Il piccolo mi dice: “Papà, perché non chiedi a Gesù di farla tornare?”. Moltissime persone mi sono state vicino. La sua morte ha unito le mie due vite: la gente semplice da un lato, dall’altra tutti gli attori italiani. Loredana per me è stata tutto.
La madre dei miei figli, la donna con cui sono stato per trent’anni e che, dopo essersi sentita male, se ne è andata dalla mattina al pomeriggio senza che io le abbia potuto dire neanche “ciao”. I suoi genitori mi hanno trattato come un parente stretto e io non ho avuto nemmeno il tempo di salutarla. La sua morte è un evento che né io né i miei figli abbiamo mai metabolizzato. Non ne abbiamo mai parlato. Non siamo mai andati al cimitero insieme, anzi, in 7 anni, al cimitero sono andato due volte in tutto. Le fotografie le ho a casa, ma non le guardo, non è roba per me perché lei è ovunque, nei ricordi, nelle stanze, nei viaggi a Barcellona che non farò più.
Penso che un dolore così grande non si possa superare. Ci siamo conosciuti quando eravamo quattordicenni e per i primi due anni della nostra relazione ci siamo sfiorati solo la mano. Quando è così, dopo 30 anni insieme, è impossibile. Loredana era tanta, in ogni senso. Bella davvero. E sapeva fare qualsiasi cosa: studiava, lavorava, cucinava.
Rocco e Diego sono bravi in tutto, proprio come lei. Alle volte ci basta uno sguardo: loro vedono il mio dolore, e io il loro, e rimaniamo attaccati. Poi ognuno ha il suo modo, il suo metodo molto personale, per uscirne. È così, la vita…”.

“Si è accasciata a terra, io le parlavo all’orecchio, ma parlavo da solo, in quel momento ho maledetto Dio”

Loredana è morta a causa di un’emorragia cerebrale, lasciando un vuoto che l’attore non riesce ancora tutt’ora a superare.

L’attore non esita a definirla il suo ‘tutto’:

La madre dei miei figli, la donna con cui sono stato per trent’anni e che, dopo essersi sentita male, se ne è andata dalla mattina al pomeriggio senza che io le abbia potuto dire neanche ciao.”

“I suoi genitori” prosegue Giallini “mi hanno trattato come un parente stretto e io non ho avuto nemmeno il tempo di salutarla”. Un evento mai metabolizzato né da lui né dai figli Rocco e Diego, nati rispettivamente nel 1998 e nel 2004:

“Non ne abbiamo mai parlato. Non siamo mai andati al cimitero insieme, anzi, in 7 anni, al cimitero sono andato due volte in tutto. Le fotografie le ho a casa, ma non le guardo, non è roba per me perché lei è ovunque, nei ricordi, nelle stanze, nei viaggi a Barcellona che non farò più […]”

I lutti non si potranno mai superare, come dice Giallini, maledire o no Dio non serve a molto. Perdere la persona che ami con tutta te stessa ti distrugge la vita e anche se passeranno gli anni, lei occuperà sempre la parte più grande del cuore. Rimarrà nell’aria della loro casa, il suo profumo tra i suoi abiti, e il suo sorriso per sempre inciso tra i ricordi.

Pubblicato da Marco Giallini su Venerdì 29 giugno 2018

 

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