In arrivo l’IMU sulla prima casa: una possibilità a cui l’Italia non può opporsi


Come tutti sanno, l’Imu sulla prima casa attualmente non è dovuta poichè precedentemente eliminata dal Governo Berlusconi. Essa è un’imposta del sistema tributario italiano, diretta, di tipo patrimoniale, essendo applicata sulla componente immobiliare del patrimonio.

In seguito al crollo economico e ai rapporti economici con l’Unione Europea per sanare i debiti pubblici, gli altri Stati membri dell’UE avanzano pretese assai precise in merito alla spesa pubblica del Governo italiano.

Si ritiene che l’Italia sperperi i fondi statali con bonus, sussidi, aiuti economici eccessivi e suggeriscono di fare dei tagli anche sulle pensioni.

Dal momento in cui Conte ha trionfato per aver ottenuto il prestito di 209 miliardi di Euro, concesso da parte dalla Commissione europea,  per gli italiani non c’è nulla da festeggiare perchè questo significa dover assistere ad un aumento delle tasse. Ciò fa temere che sia in arrivo l’IMU sulla prima casa degli italiani e che un’ulteriore fardello fiscale gravi sul portafoglio dei contribuenti.

In arrivo l’IMU sulla prima casa degli italiani

Dai Paesi membri dell’UE giunge la disapprovazione per le imposte che pesano sui beni immobiliari. A loro giudizio dovrebbero essere più gravose quelle che riguardano tanto i consumi quanto i patrimoni immobiliari. Di qui la richiesta di reintrodurre l’IMU sulla prima casa, cioè sull’immobile che il contribuente italiano utilizza come abitazione.

L’Imu sulla prima casa pertanto potrà essere reintrodotta non per colpa del Governo italiano ma piuttosto, a causa della pressione imposta dagli stati europei.

Questo aggraverà la situazione di ciascun cittadino italiano che già fatica ad arrivare a fine mese e che dovrà sostenere un ulteriore costo.

L’IMU in questo caso sarebbe imposta anche sulle rendite catastali, ferme dal 1989 che valgono circa un terzo del valore commerciale medio degli immobili. Agendo su queste due leve, si stima che il fisco possa incassare dai 20 ai 35 miliardi di euro in più all’anno. Un lavoro sporco che però non potrebbe essere fatto da questo governo e nemmeno da un governo politico.