mercoledì - 24 Febbraio - 2021

Tagli sul reddito di cittadinanza: Draghi cambia e diminuisce gli importi

Il nuovo Governo Draghi ha deciso di venire in contro alla richiesta dei membri del Movimento5Stelle, accogliendo la proposta di non eliminare il Reddito di Cittadinanza ma, il nuovo presidente non ha esitato a diminuirne gli importi sin da subito.

Molti beneficiari del sussidio si vedranno accreditare un importo diverso dal solito, già dal mese di febbraio: a pesare sul nuovo importo è l’Isee 2021, che nel caso in cui sia variato rispetto a quello del 2020 porta ad una rideterminazione delle spettanze mensili. Quindi, sostanzialmente, a chi viene tagliato o diminuito l’importo?

Tagli sul reddito di cittadinanza

Chi percepisce il reddito di cittadinanza potrebbe ricevere molti meno soldi nell’accredito di Febbraio. Il motivo? a pesare sul nuovo importo è l’Isee 2021, che nel caso in cui sia variato rispetto a quello del 2020 porta ad una rideterminazione delle spettanze mensili. Più fortunati, invece, quanti hanno un’Isee stabile, che si vedranno confermato l’importo mensile del reddito di cittadinanza.

L’Inps è già al lavoro per ricalcolare l’ammontare del nuovo assegno, che rispetterà le nuove cifre già dalla mensilità di febbraio. Ricordiamo che l’accredito dovrebbe avvenire intorno al 27 febbraio. Molti percettori si troveranno già accreditata la nuova cifra.

Il nuovo importo erogato a Febbraio, sarà lo stesso che verrà percepito durante tutto l’anno e sarà il medesimo per tutti e 12 mesi.

Reddito di cittadinanza, come calcolare il nuovo importo!

Come abbiamo spiegato, l’Inps provvederà a ricalcolare l’importo che spetta ad ogni singolo beneficiario del reddito di cittadinanza.

Il nuovo importo è quello che verrà percepito per tutto il 2021: ricordiamo che il Reddito di Cittadinanza solo con Isee inferiore a 9.360 euro.

Una volta che si sia appurato di possedere ancora i requisiti per poter ricevere il sussidio, l’Inps provvederà a valutare le singole voci con costituiscono l’Isee. Verrà determinato, in questo modo, il reddito familiare nel periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2019. L’Isee ordinario si riferisce sempre ai redditi ed ai patrimoni di due anni prima. A questo punto l’Inps provvederà ad effettuare un semplice e banale conteggio matematico: prendendo come soglia massima di reddito per ogni famiglia l’importo di 6.000 euro per il singolo individuo conteggia quanto spetta in definitiva come reddito di cittadinanza. Per le famiglie numerose è necessario procedere a moltiplicazione con il parametro di scala di equivalenza:

-1 per il singolo individuo;
-ogni componente maggiorenne si aggiunge uno 0,4;
-ogni componente minorenne si aggiunge 0,2 per un massimo di 2,1.

Come fare i calcoli per le famiglie con più persone

Proviamo a vedere come sono calcolati gli importi per le famiglie più numerose. Nel caso in cui ci sia un nucleo familiare composto da due persone adulte e due minorenni, il reddito non deve essere superiore a 10.800 euro. In questo caso per sapere quanto spetterebbe di reddito di cittadinanza si prende il reddito familiare indicato nell’Isee 2021 e lo si deve sottrare a 10.800 euro. Nel caso in cui il reddito familiare sia pari a 5.000 euro, spetterebbe un sussidio annuo pari a 5.800 euro, ossia 483 euro ogni mese.

Il passo successivo è quello di valutare la quota B del reddito di cittadinanza, quella parte del sussidio che prevede il rimborso delle spese di affitto o di una eventuale rata del mutuo. Queste sono tutte indicazioni contenute nell’Isee: per l’affitto viene riconosciuto un contributo massimo pari a 280 euro, per il mutuo si può arrivare al massimo a 150 euro. Sempre in fase di lavorazione l’Inps provvederà a prendere in considerazione redditi e patrimoni riferiti al 2019 e provvederà a ricalcolare l’importo che spetta ogni mese.

Tirando le somme, questo significa che le persone che nel 2019 si sono ritrovate con una situazione economica peggiore rispetto al 2018 si ritrovano con un’assegno mensile più corposo. Nel caso in cui la situazione economica sia migliorata, si potrebbero ritrovare con l’assegno tagliato. Attenzione però, i calcoli si riferiscono al 2019, quindi prima dello scoppio della pandemia. Questo per molti beneficiari del sussidio potrebbe risultare penalizzante, perché nel 2019 potevano avere un determinato reddito, che la crisi innescata dal Covid 19 ha fatto perdere loro totalmente.

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