mercoledì - 28 Ottobre - 2020

Dolci portafortuna di Santa Cecilia: “le pettole”, chiamate anche “Cuscini del Bambin Gesù”

Tra pochi giorni sarà Santa Cecilia, giorno 22 Dicembre e si darà il via alle festività natalizie che termineranno con l’Epifania, che tutte le feste porta via!

Numerose tradizioni suggeriscono di preparare dolci caratteristici per inaugurare questo giorno, l’inizio del periodo più bello dell’anno. La tradizione che tanto piace a piccoli e grandi prevede la preparazione di alcuni dolci portafortuna, dette “pettole”o “cuscini di Gesù Bambino”. La storia tanto antica, tramandata, che accompagna la nascita di questi dolci, è bellissima! Scopriamola insieme e diamo un’occhiata alla ricetta.

Le pettole: i dolci di Santa Cecilia

Santa Cecilia è la patrona della musica, degli strumentisti e dei cantanti. E’ in questo giorno che si usa preparare dolcetti fritti buonissimi, che inaugurano le festività e segna anche l’inizio dell’Avvento e i preparativi del Natale.

Altrove si è soliti prepararle anche l’11 novembre, per la festa di San Martino, e per l’Immacolata dell’8 dicembre tanto che, in Salento, un antico proverbio recita: «Ti la Mmaculata la prima ffrizzulata, ti la Cannilora l’ultima frizzola», ovvero «Nel giorno dell’Immacolata, la prima preparazione di pettole, nel giorno della Candelora, l’ultima».

La Storia delle Pettole di Santa Cecilia

Si ritiene che il nome “pettola” provenga dalla parola latina “pitta”, che significa “focaccia”.

Diverse leggende circolano sulla tradizione delle Pettole.

La prima narra di una donna tarantina che il giorno di Santa Cecilia, dopo aver creato l’impasto per il pane, uscì per ascoltare le melodie dei zampognari abruzzesi che suonavano dolci melodie attraversando la città di Taranto. Al suo ritorno si rese conto che l’impasto era lievitato eccessivamente e per non sprecarlo, inventò una nuova ricetta: ridusse in palline l’impasto e decise di friggerli in olio bollente.

Nell’offrirle agli ospiti questi dolcetti che ricoprì di zucchero, ne chiesero il nome; «pettel» rispose la donna, ossia piccola focaccia, poiché sembravano proprio somigliare alla focaccia che in dialetto locale è detta “pitta” e paragonò questi stessi ai cuscini di Gesù Bambino.

 

Una seconda versione della stessa leggenda, narra che fu San Francesco d’Assisi ad aver visto una donna preparare dei dolci con impasto avanzato dal pane e decise di benedire questi dolcetti in nome di Dio poichè assomigliavano a piccoli cuscini…come quello del Bambin Gesù.

Gli ingredienti principali delle pettole sono:  farina, lievito, sale, acqua e olio per friggere.

Ricetta e preparazione

Ingredienti
1 kg di farina
1 cubetto di lievito di birra da 25 grammi
2 cucchiaini di sale
poca acqua tiepida
olio di semi di arachide q.b.

Preparazione

In una ciotola, mescolare la farina setacciata a fontana con il lievito di birra precedentemente sciolto in acqua calda e aggiungere, poco alla volta, l’acqua e unire il sale.

Mescolare accuratamente gli ingredienti con le mani o con una planetaria, impastando per circa 5/10 min. Lasciar riposare l’impasto per 4 ore, ben coperto e lontano da spifferi.

A questo punto, prelevare dall’impasto delle palline e gettarle in una pentola con l’olio ben caldo. Dopo qualche minuto, quando saranno ben dorate, fate assorbire l’olio in eccesso dalle pettole ponendole su carta assorbente.

Ancora ben calde, passarle nello zucchero in modo che esso, con il calore, ne resti attaccato. Mangiare ancora tiepidi.

Perchè le pettole sono considerate benedette e portafortuna?

Come abbiamo già accennato prima, rappresentano i cuscini del piccolo Gesù pertanto, sono una benedizione per quanti decideranno di inaugurare il periodo che celebra la nascita del figlio di Cristo, preparando dolci dedicati a Lui!

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