martedì - 29 Novembre - 2022

Augurò la morte a Barbara D’urso. Il figlio di Albano, Yari, condannato

Yari Carrisi, il figlio del noto cantante Albano, è stato condannato, dopo relativa sentenza del giudice, per aver augurato la morte alla conduttrice di Canale 5, Barbara D’Urso.

- Advertisement -

La vicenda risale ai 21 Aprile scorso, quando ha “leso la reputazione e l’onore” della conduttrice Barbara D’Urso augurandole la morte dal suo account Instagram. Adesso Yari Carrisi è stato condannato in tribunale.

Lo riporta il portale Trendit.it che svela l’emissione, nella giornata di ieri, del ” decreto penale di condanna che dichiara colpevole l’imputato Yari Carrisi, la cui responsabilità è stata accertata in sede penale, per aver leso la reputazione e l’onore di Barbara d’Urso mediante l’utilizzo dei social network”.

Perchè è stata augurata la morte?

Facciamo un passo indietro e torniamo a quell’episodio del 21 aprile scorso. Il figlio di Albano e Romina Power ha inserito questa frase macabra sulle sue storie sul social: “La D’Urso deve morire”, aveva scritto sulle storie Instagram. Ma perché tanto odio nei confronti della conduttrice? Pare che alla base di questo macabro attacco ci sia stata una puntata di “Live non è la D’Urso” in cui la conduttrice Mediaset aveva parlato del riavvicinamento di Al Bano e Loredana Lecciso. I due stavano infatti passando insieme il periodo di quarantena a causa del Covid-19 nella tenuta di Cellino San Marco.

La reazione di Barbara D’Urso dopo il gesto di Carrisi

La conduttrice in quell’occasione non aveva replicato, ma si era limitata a condividere sul suo Instagram la storia pubblicata da Yari Carrisi senza tuttavia aggiungere alcun commento. Da qui Barbara D’Urso ha ricevuto il pieno sostegno dal popolo web, dai colleghi e dai giornalisti.

La giustificazione di Yari Carrisi

Dopo la pubblicazione del post su istangram, Yari ha riferito che il violento attacco non era rivolto a lei in sè per sè come persona, ma piuttosto al suo programma, augurandone la chiusura. Da tutto il web si sono scatenate reazioni a catena e i commenti non sono stati del tutto piacevoli.

Condividi se ti è piaciuto

Potrebbe anche interessarti

error: Contenuto protetto da Copyright©