mercoledì - 21 Ottobre - 2020

Arriva il farmaco Jolly che colpisce 29 tipi di tumore senza sapere dove si trovano: già sul mercato

Buone notizie nel campo medico che potranno dare speranze concrete nella lotta del male del secolo: il tumore. Direttamente dall’Ansa arriva la conferma di una nuova molecola jolly, che non agisce sull’organo specifico dove il cancro ha avuto origine bensì sull’alterazione genica Ntrk che può essere comune alle cellule cancerose di molte neoplasie.

Risultati ritenuti eccezionali arrivano dalla comunità scientifica che con grande successo si dichiara vittoriosa di aver scoperto una nuova molecola jolly in grado di distruggere 29 tumori senza sapere precisamente dove si trova. E’ disponibile ed efficace sia per adulti e sia per bambini, grazie al suo particolare meccanismo d’azione:  non agisce sull’organo dove il cancro ha avuto origine ma sull’alterazione genica, la “Ntrk”, che può essere comune alle cellule cancerose di molti tipi di cancro, e che non avrà gravi effetti collaterali.

Larotrectinib, il primo farmaco che sconfigge i tumori

Del nuovo farmaco in grado di colpire 29 tumori, se ne parlato tanto presso il  Congresso europeo di oncologia Esmo, con sede a Barcellona dove è stata presentato per la prima volta il “larotrectinib”, primo nella classe degli inibitori orali di TRK, e che proprio nei giorni scorsi ha ottenuto il via libera alla commercializzazione nell’Unione europea (il farmaco è già approvato negli Stati Uniti, in Brasile e in Canada).

Gli ultimi risultati sull’efficacia della molecola sono stati definiti “eccezionali” dalla comunità scientifica: un farmaco che potrà sconfiggere sul nascere vari tipi di tumore. Si è infatti registrata una riduzione del 30% della massa tumorale nel 79% dei pazienti valutati (su un campione di 153) e nel 75% di quelli con metastasi cerebrali, e la sopravvivenza media è superiore ai 3 anni.

Come funziona il farmaco

Definito farmaco “agnostico” , ha la capacità di agire sul tumore non conoscendone la sede: la molecola agisce sui tumori solidi in stadio avanzato o metastatico nei pazienti adulti e pediatrici per i quali un’operazione potrebbe compromettere la loro vita e che presentano quella particolare alterazione genica definita fusione genica di Ntrk. Un’alterazione rara ma che nel nostro Paese riguarda circa 4mila pazienti ogni anno.

I tumore coinvolti

Tra i tumori in grado di attaccare vi è quello al polmone, alla tiroide, melanoma, al colon, sarcoma, tumori gastrointestinali, delle ghiandole salivari e nel fibrosarcoma infantile. Ha dimostrato efficacia anche nei tumori primitivi del sistema nervoso centrale e nei pazienti con metastasi cerebrali. A spiegare l’efficienza di questo farmaco vi è il dottor di Salvatore Siena, ordinario di oncologia all’Università di Milano e oncologo all’Ospedale Niguarda, che riferisce: “questo farmaco si focalizza dunque direttamente sull’alterazione genica che promuove la crescita del tumore, e questa può essere comune a più tipi di tumore. La sfida oggi è, dunque, riuscire a scoprire i pazienti che hanno tale alterazione genica, per poterli trattare al meglio, e per questo è necessario che siano estesi i test genetici. Infatti, solo test specifici possono identificare tale fusione genica”.

Il parere dell’esperto

Il test genico va necessariamente eseguito quando vi sono metastasi, ricordando che si deve dare maggiore priorità alla rimozione chirurgica, quando possibile. Il problema è che non sempre tali test sono disponibili nelle strutture ospedaliere, anche se, commenta il Dottor Siena, “una loro implementazione non sarebbe complessa da prevedere: in prima battuta è infatti sufficiente eseguire un test immunoistochimico, che è sempre generalmente disponibile ed ha costi ridotti, per rilevare la positività all’alterazione Ntrk; poi, se il paziente è positivo, si effettuano test più complessi”.

Quello che spera l’esperto equivale anche alla nostra speranza: “è ora di portare alla luce tutti quei pazienti per i quali le opzioni terapeutiche sono limitate, ma che hanno l’alterazione genica, perché questo darebbe loro una nuova opportunità di trattamento. Oggi, però, molti di questi pazienti sono nascosti, perché non sanno di avare l’alterazione. L’estensione dei test è perciò fondamentale”.

Come abbiamo accennato in precedenza, il farmaco è già in commercio in Brasile, stati Uniti e Canada ma, gli esperti assicurano che molto presto nelle farmacie europee, tra cui anche in Italia.

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