venerdì - 30 Ottobre - 2020

Pensioni d’invalidità: insieme all’aumento verranno versati anche gli arretrati

Si è parlato tanto dell’aumento delle pensioni di invalidità già approvate in sede di Governo nel Decreto di Agosto.

Gli assegni pensionistici per invalidità totale passeranno a 615 euro al mese. Secondo l’attuale legge l’invalido prende 13 mensilità da 286,81 euro, fino al raggiungimento di un limite annuo di reddito personale di 16 mila 982,49 euro. La legge stabilisce poi che al sessantesimo anno di età l’assegno aumenta da 286,81 euro a 615 euro per i sette anni successivi.

Secondo quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, tutti i disabili gravi hanno diritto a 615 euro a prescindere dall’età: la differenza tra le fasce 18-59 e 60-67 anni sparirà.

Attualmente l’aumento non è arrivato ancora nelle tasche degli italiani e il motivo è molto semplice: affinché l’aumento delle pensioni d’invalidità diventi operativo è necessaria l’apposita circolare INPS.

Se pur l’INPS sa già quanti saranno i beneficiari, saprà anche quando sbloccare l’accredito diretto.

Anche se l’aumento delle pensioni di invalidità, come stabilito dalla sentenza numero 152/2020 al fine di salvaguardare la stabilità dei conti pubblici, non è retroattivo, questo è già in vigore e di conseguenza una volta che diverrà operativo bisognerà pagare anche gli incrementi non riconosciuti in questi mesi.

Da quando sono aumentate le pensioni d’invalidità

Per comprendere quanto si potrà ottenere di arretrati, bisognerà capire da quando sono in vigore gli aumenti.

Nel dettaglio, è il DL 104/2020 – il cosiddetto Decreto Agosto – a stabilire che per gli invalidi civili totali, sordomuti e ciechi civili assoluti, nonché ai titolari di pensione di inabilità previdenziale di cui alla legge 222/1984, spetti l’incremento al milione a partire dal 18° anno di età (e non a 60 anni come accade per le maggiorazioni sociali).

Il DL 104/2020 è entrato in vigore dallo scorso 15 agosto. Non è questa, però, la data da cui parte l’aumento dell’assegno d’invalidità: nel provvedimento, infatti, si legge che la modifica normativa con cui viene esteso il diritto all’incremento al milione decorre dal 20 luglio 2020.

Questo significa che già dall’assegno pagato ad agosto sarebbe dovuto scattare l’incremento che però non c’è stato per il ritardo dell’INPS. Questo significa che una volta che dall’Istituto arriverà il via libera ci sarà non solo l’aumento per il mese in corso ma anche tutti gli arretrati, ossia quanto non corrisposto dalla data del 20 luglio 2020.

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