mercoledì - 28 Ottobre - 2020

Facciamo attenzione alla truffa dei biscotti: ecco quale trucchetto usano per ingannarci

Avete mai notato quanto è grande la confezione dei biscotti rispetto al contenuto all’interno? Spesso è quasi la metà. Credete che è solo un caso? No, vi sbagliate, è solo un troppo usato dai produttori per illudervi otticamente e invogliarvi ad acquistare la confezione che sembra più grande.

Essere truffati quando facciamo la spesa è diventato all’ordine del giorno. Diversi trucchi escogitati dai produttori, invogliano a comprare un prodotto piuttosto che un altro.

L’obiettivo di chi produce la merce, è venderla pertanto, tenterà in tutti i modi di creare confezioni accattivanti all’occhio del consumatore. Per questo motivo vengono scelti colori e confezioni che attirano l’attenzione.

Massimiliano Dona,  presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha spiegato quanto segue “Pensate alle confezioni di biscotti. Avete notato che spesso sono molto grandi? È uno dei sotterfugi della grande distribuzione: ci piazzano una vera e propria trappola. Confezioni grandi con contenuto anche inferiore a quello di confezioni piccoli. E così noi che spendiamo soldi per un bene finiamo per pagarlo alla fine più del suo valore reale. E portiamo a casa meno biscotti di quel che pensiamo”.

La truffa chiamata shrink-flaction

 

Questo tipo di truffa, tanto amata dai commercianti e produttori, prende il nome di shrink-flaction . Rappresenta un metodo di contrazione per ingannare sulla quantità e la qualità del prodotto e invogliare a comprarlo in modo fasullo. Il prezzo del prodotto resta identico e a volte viene anche maggiorato. “Ma per legge va esposto anche il prezzo al chilo”, puntualizza Dona. “Il problema è che lo riportano in caratteri sempre più piccoli. Inforcate gli occhiali ed esaminate per bene quanto viene riportato. Perché chi ha l’occhio lungo risparmia”.

Esempi di shrink-flaction

Un altro esempio di shrink-flaction che, come abbiamo già detto, sono gli articoli con lo stesso prezzo, ma con meno prodotto nella confezione, vi è l’esempio della carta igienica. “Ebbene si. Di norma dovrebbero esserci 250 strappi, invece alcuni distributori furbacchioni si fermano a 230. Così loro risparmiano e noi paghiamo più del dovuto”. 

Ancora un altro esempio è la confezione delle patatine: una busta grande e gonfia di aria con un misero gruzzoletto di patatine.

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