lunedì - 19 Ottobre - 2020

Coronavirus: “Il mio vicino è in casa con più di sei persone”. E gli manda i carabinieri

Da quando il Presidente Conte ha introdotto nel nuovo DPCM la restrizione di non poter invitare in casa amici e parenti, limitando gli incontri a 6 persone, è iniziata una vera e propria lotta alla spia: vicini di casa poco graditi, sono sempre con l’occhio puntato per per scovare la presenza di feste e incontri con molte persone a casa del loro peggior nemico, così da avere una giustificazione per incastrarli.

Cosa già accaduta a Vinovo, vicino Torino: Venerdì sera, per esempio, a Vinovo, alle porte di Torino, è arrivata una denuncia ai carabinieri; un uomo segnalava lo svolgimento di una festa nell’appartamento accanto al suo. “Venite, il mio vicino ha più di 6 persone in casa”. Ha agito così il primo delatore delle feste in famiglia nei giorni della seconda ondata da Covid 19 in Italia. Quando però sono arrivati i carabinieri, si sono accorti che si trattava di un falso allarme: i militari hanno riscontrato la presenza di sole 6 persone, dotate peraltro di mascherina. A riportarlo è La Stampa.

Nella notte del 13, è stato firmato il dpcm di ottobre contenente le nuove misure di contenimento in merito alla diffusione del Covid 19. Il nuovo decreto, firmato dal presidente Giuseppe Conte e dal ministro Roberto Speranza, avrà una durata di trenta giorni. Le nuove restrizioni riguardano tra le altre cose anche le feste private: nelle abitazioni private è “comunque fortemente raccomandato di evitare feste e di ricevere persone non conviventi” in numero “superiore a 6”, si legge nel documento. La raccomandazione è di usare anche in questi casi la mascherina, “un’indicazione prudenziale a usare i dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private, allorché si sia in presenza di persone non conviventi”.

L’unica eccezione concessa alle feste riguarda quelle “conseguenti alle cerimonie civili o religiose, con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti. Tra le cerimonie civili vanno sicuramente ascritte, a titolo esemplificativo, i matrimoni e le unioni civili, mentre le cerimonie religiose comprendono, sempre a titolo di esempio, quelle contemplate dalle confessioni religiose”.

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