Siamo tutti considerati donatori di organi per il decreto silenzio-assenso: firmato il Regolamento sul sistema informativo dei trapianti.


Giulia Grillo: “dopo 20 anni passaggio fondamentale per l’applicazione della legge silenzio-assenso. Da oggi saremo considerati potenziali donatori di organi una volta deceduti, a meno che da vivi non avremmo lasciato una dichiarazione che attesti il nostro dissenso di donare gli organi in caso di morte. Una riforma, che aumenterà le possibilità di vita di molti pazienti in attesa di trapianto.

Dopo circa 20 anni arriva il decreto legge che regola il provvedimento della donazione di organi. Approvata il 23 Agosto, e in attesa che entri in vigore definitivamente, tutti saremo considerati dei donatori di organi a meno che, prima di morire, non avremmo lasciato un’attestazione dove dichiariamo espressamente il nostro dissenso a donare gli organi. Questo principio, conosciuto come principio di silenzio assenso, rivoluzionerà l’attuale situazione, aumentando la possibilità ai pazienti malati che sono in attesa di trapianto, di avere maggior opportunità a ricevere l’organo interessato in tempi più brevi e di salvarsi la vita.

Il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha firmato il decreto ministeriale che contiene le norme del regolamento sul Sistema Informativo Trapianti (Sit), previsto dalla legge 91 del 1 aprile 1999 sul silenzio-assenso sulla donazione di organi.

Cosa significa essere potenziali donatori di organi con il nuovo decreto?

In poche parole, se non dici chiaramente di no, si dà per scontato che sia un sì e una volta deceduto, gli organi verranno prelevati. “Si tratta di un passaggio fondamentale per l’applicazione della legge sulla donazione di organi approvata vent’anni fa, ma rimasta lettera morta. In un anno abbiamo sbloccato un provvedimento fermo da decenni. È una legge che permetterà di salvare molte vite, ma bisogna che i cittadini siano adeguatamente informati. Vent’anni per dare attuazione una legge di civiltà per il Paese sono troppi”. Così il ministro, Giulia Grillo, dopo aver firmato il decreto.

I cittadini sono tenuti a dichiarare la propria libera volontà in ordine alla donazione di organi e di tessuti del proprio corpo successivamente alla morte, e sono informati che la mancata dichiarazione di volontà è considerata quale assenso alla donazione”. Per tanti, tantissimi anni, la norma è stata semplicemente ignorata.

Il Ministero della salute così ha sciolto tutti i nodi dando il via libera definitivo al nuovo decreto.

Suo onere sarà garantire la piena trasparenza e tracciabilità delle fasi di donazione, prelievo, trapianto, post trapianto e segnalazione di eventi e reazioni avversi gravi e prestazioni sanitarie rispondenti a elevati standard di qualità e sicurezza, in particolare:

  • il governo, la tracciabilità e la trasparenza dell’intero processo di “donazione-prelievo-trapianto”di organi;
  • lo svolgimento delle attività che governano la domanda e l’offerta di organi, a scopo di trapianto, tra gli organismi e le istituzioni competenti sul territorio nazionale;
  • il controllo del rispetto delle linee guida definite e condivise tra gli organismi di coordinamento e dell’applicazione dei protocolli operativi da parte di tutti gli attori della rete trapianti, attraverso opportuni strumenti di monitoraggio;
  • l’innalzamento del livello di qualità globale del sistema trapianti in Italia;
  • la tracciabilità delle cellule dal donatore al nato e viceversa e il conteggio dei nati da un medesimo donatore, in relazione alle tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo.

Il provvedimento ha anche lo scopo di ottimizzare, nel caso del SIT, e di definire, nel caso del Registro, un sistema che consenta alle strutture sanitarie di comunicare i dati richiesti con modalità informatiche.

Con l’occasione, la disciplina è stata adeguata alle recenti disposizioni in materia di protezione dei dati personali.

Un passaggio fondamentale è quello di creare un Anagrafe che raccolga gli assensi e dissensi, il tutto a carico del sistema nazionale sanitario

In fase successiva tutti gli iscritti dai 18 anni in su dovranno ricevere una notifica, attraverso la quale verrà specificato che potranno dichiarare di essere contrari alla donazione dei propri organi e verrà indicato il luogo in cui si potrà andare per fare la propria dichiarazione.

Inoltre, al momento, i pazienti in attesa di trapianto dovranno attendere che il decreto venga opportunamente regolamentato e che entri in vigore.

Prima di mettere effettivamente in pratica queste nuove disposizioni verrà promossa una campagna informativa che specificherà la data esatta in cui sarà approvato il decreto. Dopo Spagna e Francia, anche l’Italia potrebbe allinearsi agli standard europei che hanno già da tempo messo in atto questa normativa.

Al momento, tutti abbiamo tempo sufficiente per pensare se vogliamo essere donatori o no. Sicuramente, a fronte di un uomo che muore, si possono salvare molte altre vite che attualmente soffrono e sono malati.

Per ulteriori informazioni visita il sito salute.gov.it