lunedì - 26 Ottobre - 2020

L’Italia importa aglio cinese altamente tossico: ecco come riconoscere quello buono italiano

La Cina è tra i primi produttori di aglio nel mondo e l’Italia è uno degli stati che lo importa per poi venderlo nella nostra penisola. Non tutto l’aglio che arriva dalla Cina è tossico, pertanto è fondamentale saperlo riconoscere.

I cinesi sono i più grandi consumatori e produttori di aglio a livello mondiale. I dati parlano chiaro: nel 2017 l’Italia ha importato direttamente dalla Cina quasi 2,5 milioni di chili di aglio, con un notevole +18% nei primi sette mesi del 2018 (dati Coldiretti).

Sebbene l’aglio cinese ha ricevuto il riconoscimento come prodotto DOP, non significa che sia tutto di ottima qualità infatti, in Italia arrivano grossi quantità di aglio cinese altamente tossico e di scarsa qualità.

Il problema maggiore è che con una buona probabilità, quell’aglio nocivo finisce nei nostri piatti e noi non ne siamo a conoscenza. L’aglio cinese è un prodotto per nulla sano ne sicuro per la nostra salute.

Aglio tossico: facciamo attenzione

Una buona parte dell’ aglio prodotto in Cina è considerato tossico. Gli agricoltori cinesi infatti, per stimolare ed aumentare la loro produzione, utilizzano prodotti chimici, pesticidi ed effettuano trattamenti sui loro prodotti che in Europa sono severamente vietati.

Teniamo a precisare che i pesticidi purtroppo,vengono utilizzati da moltissime aziende agricole, cinesi e non, anche italiane, ma il trattamento particolare che i cinesi effettuano sul loro aglio è un qualcosa di assurdo.




La cosa più sconcertante è che, per rendere l’aglio molto bianco, perfetto visibilmente e quindi con più possibilità di essere acquistata, viene sbiancata con la candeggina.

Questo perché la candeggina allontana e uccide gli insetti fungendo da pesticida, e aiuta a rendere più bianco il bulbo dell’ aglio, per questo viene usata dai cinesi per eliminare le macchie di sporco, anche se naturali.

Per non parlare poi dell’inquinamento e della contaminazione che in Cina sono dei problemi enormi. La Cina infatti è uno dei paesi più contaminati ed inquinati del mondo, sia per quanto riguarda il suolo sia per l’atmosfera.

Sono stati rilevati grandi quantità di metalli pesanti nel terreno, come per esempio piombo, ’arsenico e cadmio.

Per proteggere la nostra salute è opportuno non ingerire l’aglio contaminato, per farlo bisogna imparare a riconoscerlo.

Come riconoscere l’aglio cinese
Radici e stelo

Se vi trovate di fronte ad un aglio in cui sono stati rimossi radici e stelo, vi è una buona probabilità che provenga dalla Cina. Vista la massiccia esportazione, i cinesi rimuovono radici e stelo dall’aglio da esportare per ridurre il peso e risparmiare spazio e denaro durante la spedizione.

Pertanto, diffidate dall’acquistare aglio completamente perfetto, bianchissimo, pulitissimo, senza radici o steli. Il vero aglio di produzione italiana non ha bisogno di essere ripulito in così perfettamente.

Peso

L’aglio cinese contiene una maggiore quantità d’acqua rispetto a quello italiano, quindi risulta essere più leggero.

Gusto

L’aglio cinese ha un gusto meno intenso di quello italiano. Inoltre lascia un retrogusto amarognolo quasi metallico.

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