venerdì - 23 Aprile - 2021

Dare un tablet a tuo figlio è come dargli una droga: l’allarme degli scienziati

I dati sono sempre più allarmanti: in soli 24 ore un bambino trascorre 8-10 ore davanti al tablet, creando dipendenza psicologica: scienziati e medici lanciano l’allarme!

Fino ad 8 ore di tablet o smartphone al giorno, questa la media del tempo trascorso su questi dispositivi da parte di bambini da 5 a 12 anni. Una dipendenza assurda che secondo gli studi, sta generando disturbi di salute di natura psichica e cognitiva ma anche fisica.

L’allarme lo ha lanciato in netto anticipo Il congresso nazionale della Siprec, ovvero, la società italiana per la prevenzione cardiovascolare.

Un’equipe di medici che si occupano di tutte le patologie, sono d’accordo nel puntare il dito contro un eccessivo e improprio uso delle nuove tecnologie per i bambini o ragazzi giovanissimi.

Non sono da sottovalutare i rischi e le conseguenze che possano derivare, spiegano i medici.

«Il tablet è come una droga» avvertono gli studiosi, e lanciano un allarme che sperano tutti possano afferrare e condividere.

In Italia l’81% dei tredicenni naviga in internet tutti i giorni, mentre per il 12% fare un salto sui social network è la prima azione dopo essersi svegliati e per il 35% l’ultima prima di andare a dormire. Una routine che tra l’altro influisce in modo non positivo sulla fisiologia e sul riposo dei ragazzi: gli schermi luminosi dei dispositivi rallentano la secrezione di sostanze importanti come la melatonina che favorisce la fase di addormentamento e quindi “sbandano” e alterano la fase del sonno. Per sei adolescenti su dieci, navigare in internet è diventato l’unica fonte di distrazione e unica fonte di interesse: la metà di loro passa da 1 a 3 ore al giorno sul web, mentre il 26% supera addirittura le 3 ore.

Conseguenze istantanee e visibili

Permettere che un bambino usi questi dispositivi in modo illimitato è come drogarli, secondo uno studio condotto nella Corea del Sud.

Questa dipendenza causa anche sintomi come depressione, ansia, dolore al collo, insonnia e insicurezza. In alcuni casi, la dipendenza da smartphone o tablet viene anche trattata come qualsiasi altra dipendenza da droghe e che genera medesima astinenza. A questo si aggiunge lo scarso rendimento a scuola e l’isolamento; alcuni genitori hanno anche avvertito iperattività come conseguenza reale e alcuni medici ne danno conferma: il cervello resta sempre connesso ed iperattivo a causa di suoni e immagini che stimolano le attività cerebrali.

Gli esperti hanno specificato che questo uso massiccio non solo influisce sul loro sviluppo cognitivo e sulla salute psichica (si possono generare sbalzi di umore e tendenza all’isolamento) ma anche su quella fisica: si riscontrano così problemi ortopedici, muscolari, di postura, vista o sovrappeso. Restare molte ore davanti a tablet e videogiochi, infatti, porta il bambino ad assumere una posizione scorretta, implica sedentarietà e può sostituire i rapporti personali e le relazioni sociali. Infatti 1 giovane su 4 dichiara di aver problemi di socializzazione e di sentirsi isolato senza i suoi amici virtuali

La soluzione dell’esperto

Gli esperti del Siprec danno un unico consiglio, nella speranza che loro stessi si possano rendere conto delle gravi conseguenze. Devono essere i genitori a creare attività piacevoli per staccare i propri figli dagli schermi digitali. Purtroppo, però, i dati parlano chiaro: 2 su 3 dei genitori intervistati dicono di aver rinunciato al controllo e non impongono ai propri figli un limite sull’utilizzo della tecnologia.

Gli esperti tendono a dare un giudizio molto pungente sui genitori moderni dichiarando e rimproverando loro stessi come cattivo esempio per i loro figli: Il problema è che spesso sono gli stessi genitori a essere ossessionati da smartphone e tablet pertanto, dice un pediatra, dovrebbero dapprima essere educati i genitori che, a loro volta, potranno trasmettere esempio positivo ai figli.

Le statistiche puntano il dito sulle donne: sono loro a essere contagiate da “dipendenza da cellulare e pc”, come l’hanno definita i medici: i sintomi, come crisi di astinenza ed euforia, sono gli stessi di chi abusa di sigarette o alcolici.

La generazione dell’informatica

Questi ragazzi rientrano tutti nell’era dei figli dell’informatica, ovvero quelli nati a partire dal 1988, quando i primi pc iniziavano la loro diffusione di massa. La dipendenza da tablet, cellulari e computer è strettamente collegata alla società in cui sono cresciuti e in cui la tecnologia è considerata un elemento del tutto normale, una società che è sempre connessa, a scuola, a casa, tra gli amici. Nessuno si rende conto che, divertirsi, se così possiamo dire, in questo modo, ha delle conseguenze di salute molto gravi anche a lungo termine.

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