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Pensionato scrive una lettera aperta a Draghi: «Con quale coraggio fa una simile affermazione?»

Un pensionato, Marcello Micheli, 70 anni, ha scritto una lunga lettera al Premier Draghi (e in precedenza anche a Giuseppe Conte) nella quale esprime il suo malcontento per quello che il Governo sta attuando.

Il Signor Micheli, si è occupato per 25 anni di progettazione e vendita di apparecchiature medico-scientifiche e vuole dar voce ai suoi pensieri scrivendo una lettera aperta all’attuale Presidente del Consiglio.

Il Signor Micheli ha immediatamente commentato una riflessione pronunciata da Draghi: «La pandemia non è ancora sconfitta ma si intravede, con l’accelerazione del piano dei vaccini, una via d’uscita non lontana».

Il pensionato la definisce: «un’affermazione che suggerisce una ferma certezza sull’efficacia dei vaccini, un invito esplicito alla vaccinazione, ma solleva anche alcune domande».

Il signor Micheli infatti vorrebbe che fossero chiariti diversi dubbi, uno tra questi e se  «veramente Draghi è al corrente dell’efficacia dei vaccini, dell’assenza di reazioni avverse gravi (non a brevissimo ma a medio e lungo termine), della loro azione inibitoria dell’infezione dal virus Sars-Cov-2».

Il Premier è a conoscenza «della trasmissione del virus da parte dei vaccinati, della durata delle difese immunitarie prodotte contro tale virus, della mancanza di rischi di sopravvenienza di malattie autoimmuni, magari proprio a carico dei polmoni?»

Poi scrive: «Perché non dà a noi, popolo italiano, tali informazioni scientifiche e comprovate, chiarendo tutti gli effetti, i pro ed i contro, i rischi in confronto ai benefici, in maniera che noi ci sentiamo più sicuri e fiduciosi, anziché ritenerci vittime di esperimenti, dal sapore non tanto vago di passata memoria, sfociati poi nel processo di Norimberga?».

Ma se invece Draghi non avesse queste certezze, il signor Miceli si domanda «con quale faccia e coraggio si permette di fare una simile affermazione, adatta più a un imbonitore da fiera che al Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano?».

«Il Suo predecessore, avv. Conte, con relativi compagni di governo, Le ha lasciato una situazione fallimentare dell’Italia: quasi mezzo milione di posti di lavoro persi, decine, se non centinaia, di migliaia di aziende chiuse o in fallimento, un milione di nuovi poveri».

Nella lettera aperta a Draghi, il signor Micheli usa toni aspri e sinceri affermando che «tutto questo è stato generato da una gestione economica molto disinvolta. Sforamenti di bilancio per riparare ai danni fatti, caricando le spalle dei nostri figli, nipoti, pronipoti di un debito inestinguibile e una gestione da incompetenti della situazione legata al Covid, dove l’unica soluzione presa e ritenuta efficace è stata quella del lockdown».

Il pensionato ha poi fatto riferimento a studi scientifici: «in riferimento alla diffusione del virus Sars-Cov-2, i lockdown non hanno generato alcun beneficio, nei Paesi dove sono stati attuati rispetto ai Paesi che hanno mantenuto un livello di vita normale. ed uno studio analitico dei dati statistici, che porta alle stesse conclusioni».

Inoltre ha aggiunto che «i lockdown hanno portato una enorme differenza sul piano economico e della salute psico-sociale, naturalmente in peggio».

«Spero che tali studi possano darLe qualche spunto per le Sue prossime decisioni in merito alla ripresa economica del nostro Paese ed alle strategie da attuare».

Poi conclude dicendo: «Sperando in una Sua gestione della situazione italiana più professionale, coraggiosa, lungimirante ed esente da pressioni politiche ed interessi di Big Pharma di quella precedente, La ringrazio per l’attenzione e resto con massima stima. Marcello Micheli, Cittadino Italiano».