Psicologia

Attacchi di panico in pubblico, ecco cosa fare per gestire la crisi immediatamente

Che sono soltanto un brutto ricordo oppure se si ripercuotono nella propria vita di tanto in tanto, gli attacchi di panico rappresentano sicuramente qualcosa di poco piacevole.

L‘attacco di panico è un episodio che insorge improvvisamente ed è caratterizzato da un’improvvisa paura, un malessere generalizzato che assume delle caratteristiche ben precise.

Si stima, infatti, che siano almeno 10 milioni gli italiani che hanno vissuto almeno una volta questa esperienza. Il panico non è ansia all’ennesima potenza e neppure una smodata timidezza. Il panico è la paura di avere paura, di perdere il controllo, di non essere capace di uscire da una situazione, timore di morire; esso è un disturbo d’ansia che coinvolge repentinamente e nello stesso momento la sfera fisica, emotiva e cognitiva.

Ogni uomo o donna manifesta il suo panico e la sua ansia in modo diverso ma in linea generale, le manifestazioni psicosomatiche possono essere:

  • Sensazione di caldo o freddo improvviso
  • Senso di oppressione toracica
  • Sbandamento
  • Testa confusa
  • Malessere diffuso
  • Formicolii
  • Palpitazioni
  • Sudorazioni
  • Cefalea
  • Sensazione di nodo alla gola
  • Difficoltà respiratorie
  • Ipersensibilità alla luce e ai colori
  • Improvvisa perdita di coscienza
  • Blocco improvviso delle mani e della lingua

Avere un attacco di panico in pubblico è una delle esperienze più terrificanti che possa capitare ad un essere umano, come si legge in un articolo pubblicato sul sito Healthline. Sono stati individuati diversi modi per poterli affrontare rapidamente, evitando che la situazione possa precipitare. E’ la dott.ssa Kristin Bianchi, psicologa del Centro per l’ansia e il cambiamento comportamentale del Maryland che ha stilato una lista di cose da fare per bloccare tempestivamente l’episodio.

In genere – ha dichiarato la dottoressa Bianchi al sito Healthline – è più angosciante per le persone avere attacchi di panico in pubblico che in casa perché fra le mura amiche c’è un accesso più facile alle attività rilassanti e alle persone che possono darci aiuto. Inoltre, a casa, le persone possono sperimentare i loro attacchi di panico in privato senza temere che qualcun altro se ne accorga e ci chieda cosa non va”.

Il timore del giudizio altrui
Quando l’episodio accade in pubblico, si ha molta paura che la gente possa giudicarci, timore che qualcuno possa identificarci come poco sani di mente.
La prima cosa da fare è quella di portare con sé un kit di oggetti utili come pietre lisce, oli essenziali, un braccialetto o collana di perline da toccare o un libro da colorare per distrarsi.
Le cose da fare per gestire la crisi

Se l’attacco di panico arriva in un posto affollato, non bisogna aumentare la sensazione di paura. Allora sarà necessario trovare un luogo privo di rumore e più tranquillo per aspettare che la crisi passi da sola. Meglio preferire un luogo dove c’è più spazio e più aria. Magari indossando delle cuffie per allontanare il rumore.
Facciamo dei respiri profondi, evitando di andare in iperventilazione. Quindi inspiriamo col naso ed espiriamo con la bocca in modo profondo. Se l’attacco di panico è così grave e non può essere gestito allora devi chiedere aiuto a qualche persona che si trova vicino a te.

Non avere timore di affidarsi all’assistenza di un estraneo

Non c’è un modo preciso per chiedere aiuto durante un attacco di panico – prosegue la dottoressa Bianchi – poiché la persona media per strada probabilmente non saprebbe cosa fare in risposta a una richiesta di aiuto per qualcuno che ha un attacco di panico, può essere utile annotare su una scheda in anticipo ciò che potrebbe potenzialmente essere necessario ad un estraneo in un tale evento “.
E’ molto più efficace spiegare in anticipo che stai avendo un attacco di panico e hai bisogno di assistenza. Quindi specifica che tipo di assistenza hai bisogno, come prendere in prestito un telefono, chiamare un taxi o chiedere indicazioni alla struttura medica più vicina.

Affidarsi ad un bravo psicologo per uscire dal ‘tunnel’

La dottoressa incoraggia i clienti a rimanere dove sono quando si trovano in questa situazione e ad impegnarsi in qualsiasi atto di auto-cura disponibile. Gli attacchi di panico non uccidono e bisogna sempre pensare che non si sta rischiando la vita.

E’ importante, nelle ore successive, affidarsi ad un bravo psicologo che saprà valutare gli opportuni interventi e terapie da fare per desensibilizzare i pazienti e ‘destrutturare’ le paure di chi soffre di attacchi di panico.

Acquisite la consapevolezza che guarirete: il panico non è una malattia, si guarisce soltanto con la piena autostima di voi stessi.