mercoledì - 21 Ottobre - 2020

La cantante Elodie: “i miei genitori erano tossicodipendenti, a casa nemmeno acqua calda. Mi vergogno”

Immagine Youtube

Sicuramente molti conoscono la bella e brava Elodie, lanciata nel famoso programma di Maria De Filippi. Ai microfoni del Corriere della Sera, racconta la sua triste vita, ora ripagata dal successo e dalla fama.

Nasce e cresce nella borgata romana di Quartaccio da padre italiano (artista di strada) e madre francese creola (ex modella e cubista), originaria della Guadalupa, i quali si sono separati quando Elodie e la sorella minore Fey erano ancora molto piccole. Giovanissima, si trasferisce a Lecce, dove lavora nelle discoteche prima come cubista e poi come vocalist.

Ha frequentato il liceo socio-pedagogico per cinque anni senza mai diplomarsi.

Dopo aver partecipato nel 2009 ad X Factor, dove viene eliminata durante le fasi iniziali, Elodie esordisce nel 2015 al talent show Amici di Maria De Filippi (dove aveva già provato a entrare nel 2009), arrivando al secondo posto e vincendo i premi Premio della critica giornalista Vodafone e Premio RTL 102.5 – Amici alla radio.

La cantante racconta il suo passato in un contesto molto difficile in una intervista rilasciata ai microfoni de ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni stralci.

«Considero il mio passato la mia fortuna: mi ha dato la possibilità di vedere la vita cruda fin dall’inizio e non l’ho subìta».

La difficile situazione familiare. «I miei si sono separati quando avevo otto anni ma anche prima non erano molto felici, a casa non c’era una bella arietta. Mia mamma faceva la cubista, era una ragazza con problemi, mi ha avuta a 21 anni. Entrambi hanno sofferto molto ed erano onesti in questo, non hanno mai camuffato il loro malessere. Ma per me che ero una ragazzina e lì vedevo così erano dei folli».

[…] I problemi dei suoi genitori, quando lei era solo una bambina, erano complessi davvero. «Tossicodipendenza. Io l’ho capito dopo un po’ ma non ho reagito arrabbiandomi, anche se poi ho avuto dentro di me tanta rabbia per parecchio tempo. Ho detto vabbè vi do una mano, cerco di capire come aiutare. Non mi va di addossare colpe a loro, ma sono stata anni a tentare di sistemare una cosa che non è sistemabile, non da una ragazzina. Erano persone che stavano molto male».

Elodie: “Genitori tossicodipendenti, ho dovuto proteggere mia sorella”

I problemi dei genitori inevitabilmente aggravano la situazione in casa. «Tornavo a casa e non c’era l’acqua calda, non riuscivo a studiare, provavo a proteggere mia sorella che ha tre anni meno di me: cercavo di non farle capire quanto andassero male le cose. Una situazione che mi creava un nervoso, una rabbia enorme, ma che non mi ha mai fatto sentire una sconfitta […] Ti senti sporco, questa è la verità. È un contesto che rischia di inghiottirti».

Diverse sue amiche hanno avuto figli a 15, 16 anni. «Ecco io quello no, ero proprio vergine, anzi. Una delle più rigide su certe cose. Quando una mia amica si era fidanzata con un tossico di eroina ero impazzita: l’ho sequestrata dentro casa, le ho detto tu da qua non esci. Questo ha cecato di entrare, mia madre era spaventata, mi minacciava… ma cosa minacci, vatti a fa’ ‘na pera».

Il diploma mai preso. «Non studiamo, a nessuno gliene frega niente, ma chi ti chiede i voti della pagella? I miei genitori non sono mai andati a parlare con un professore. Io ho la terza media e per dirlo ci ho messo anni: mi vergognavo come una ladra. Rimpiango moltissimo il fatto di essere ignorante. Mi fa sentire a disagio, anche perché sono stata vigliacca: ho fatto il liceo fino al quinto anno, senza mai essere bocciata. Arrivata a maggio, mi sono ritirata. Non mi sentivo all’altezza di fare l’esame. Certo, allora mica l’ho detto così, ho fatto la coatta: mi ero inventata una storia del tipo che non avevo bisogno che qualcuno mi giudicasse, che mi dicesse se fossi pronta o meno. Ma avevo solo paura del fallimento, una cosa che mi ha accompagnata a lungo».

Elodie: “Genitori tossicodipendenti, è stata dura”
Non ha dubbi sul fatto che, specie in quartieri come il suo, «servirebbero delle super scuole, l’unica via d’uscita è lo studio, solo quello. Se tu studi vedi che ti passa la voglia di fare cavolate: ti si apre un mondo. Ma gli strumenti me li devi dare, invece se ne fregano. Senza, se sei giovane è un attimo che ti trovi a rubare o spacciare».

Anche lei è stata una ragazzina complicata. «A 12 anni mi facevo le canne tutto il giorno: iniziavo la mattina e finivo la sera. Ogni giorno. Ho iniziato in seconda media, per stare tranquilla: ero sempre arrabbiata. Facevamo delle collette con le amiche e quelle erano le mie giornate: al liceo non capivo le lezioni, tornavo a casa e me le facevo di nuovo, tanto nessuno diceva niente, ognuno faceva come gli pareva. Bevevo anche, uscivo e tornavo alle 7 del mattino, a 15 anni: ho avuto una libertà totale. E se hai troppa libertà sbagli».

La fuga da casa a 19 anni, quando si trasferisce a vivere in Salento, con un uomo. «Sono scappata di casa perché la situazione era veramente tosta e non sapevo più come gestirla. Mia sorella si era arrabbiata come bestia perché quando sono andata via ha scoperto tutto. Nei periodi negativi devi tenere botta e resistere, ricordare, con lucidità, che le cose possono cambiare. Ma io non avevo più voglia di difendermi».

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