domenica - 28 Febbraio - 2021

Cefalea malattia sociale: arriva l’assegno d’invalidità

 

Finalmente approvato dalla Camera il testo che permette di riconoscere tra le malattie invalidanti anche la cefalea o emicrania. Naturalmente non stiamo parlando del mal di testa saltuario, ma quello che non ci permette di svolgere le attività quotidiane.

Il provvedimento parte dai testi della dem Giuditta Pini e della deputata leghista Arianna Lazzarini e potrebbe avere il primo sì a breve. Per la Lazzarini la malattia “è più diffusa di quanto si possa immaginare e può limitare o compromettere gravemente la capacità di far fronte agli impegni familiari e lavorativi”.

Una vera e propria malattia che include: l’emicrania cronica, quella parossistica, la cefalea cronica, quella a grappolo e nevralgiforme.

In attesa dell’approvazione definitiva del Senato, il Ministero della salute ha già chiarito quali sono i parametri che permetteranno di ricevere l’assegno di invalidità e quali le condizioni che non ne daranno diritto.

Cefalea malattia sociale

E’ un grande passo avanti quello che dà la possibilità a molti di beneficiare di un assegno per una malattia, ugualmente invalidante come tutte le altre come è appunto la cefalea.

Le proposte di legge n. 684 e 1109 a testo unificato presentate tra il giugno e l’agosto 2018 hanno superato il vaglio della Camera. Ora spetta al Senato votare il testo della proposta.

Ai sensi dell’art. 1 del testo, contenente “Disposizioni per il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale”.

Per ottenere l’assegno di invalidità è necessario avere una documentazione medica della malattia rilasciata da medici o enti pubblici e privati e deve risultare accertata da circa un anno.

Tra le forme di emicrania che danno diritto all’assegno troviamo:

  • emicrania cronica e ad alta frequenza;
  • cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici;
  • cefalea a grappolo cronica;
  • emicrania parossistica cronica;
  • cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con arrossamento oculare e lacrimazione;
  • emicrania continua.

Estendere questa iniziativa ai malati di cefalea cronica permetterà a molta gente che ne soffre e che dimostreranno di essere resistenti alle terapie, di ricevere, in base alla gravità riconosciuta, un assegno in quanto la loro capacità lavorativa è compromessa.

Per questi motivi è giusto includere il mal di testa tra le malattie sociali con relativo importo da versare a chi affetto.

I dati dell’OMS sulla cefalea

Sono oltre 7 milioni gli italiani che soffrono di cefalea cronica e che dunque potrebbero ricevere l’assegno di invalidità. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito la cefalea cronica al terzo posto tra le malattie invalidanti. Rispetto ad altre malattie croniche, la cefalea non riguarda solo gli anziani. La cefalea cronica colpisce soprattutto le persone fra i 25 ed i 44 anni e a soffrirne sono per la maggior parte le donne.

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