Assegno mensile fino a 280 euro per chi soffre d’asma: ecco come ottenerlo


L’asma attualmente conta un gran numero di pazienti in Italia e nel mondo e lavorare con questa patologia non è per niente facile a causa della continua infiammazione delle vie respiratorie che intaccano anche i bronchi. Per questo motivo, quando l’asma diventa una grave malattia, che riduce le capacità lavorative, si ha diritto all’assegno di invalidità 

Il numero dei malati che soffrono di asma attualmente sono in fase di crescita, e tra le cause, oltre quelle genetiche, vi è anche il fumo e l’inquinamento atmosferico.

Come ci spiega il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cura dell’Istituto superiore di sanità, l’asma rappresenta quindi un consistente problema di sanità pubblica, anche perché la sua prevalenza è in aumento a causa della convergenza di diversi fattori.

Che cos’è l’asma?

Si tratta di una malattia complessa che si manifesta attraverso una infiammazione cronica delle vie aeree. L’infiammazione genera un aumento della responsività bronchiale che, a sua volta, causa episodi ricorrenti (i cosiddetti ‘attacchi d’asma’) di crisi respiratorie, respiro sibilante, senso di costrizione toracica e tosse. Durante gli attacchi, che possono essere improvvisi o graduali, peggiorano i sintomi e la funzionalità respiratoria. Se non trattati in modo adeguato, gli attacchi possono essere anche molto gravi e addirittura fatali.Aver individuato nell’infiammazione cronica il punto chiave della definizione della patologia, come avvenuto in anni recenti, ha avuto importanti ricadute sia a livello diagnostico che di trattamento dell’asma.

Ma quali sono le sue manifestazioni?

Tra le manifestazioni riconosciamo:

La risposta infiammatoria. Un ruolo importante nella risposta infiammatoria è svolto dai linfociti T e dalle cellule ‘strutturali’ delle vie aeree entrambi produttori di citochine, proteine secretorie che fungono da mediatori infiammatori. Questi mediatori causano la contrazione del muscolo liscio delle vie aeree e inducono numerose alterazioni a livello del tessuto su cui agiscono.



L’atopia. L’asma è spesso associata a un fenomeno noto come atopia, cioè una iperproduzione di immunoglobuline E (IgE, dette anche) dirette contro i comuni allergeni ambientali, come i pollini di fiori e piante, le spore dei funghi, gli acari della polvere, i peli degli animali, le muffe e alcune proteine animali.

L’iperresponsività bronchiale. E’ l’aumento della risposta del muscolo liscio, che in seguito a stimoli interni (infiammazione delle vie aeree) ed esterni reagisce contraendosi in modo eccessivo e troppo frequente.

Broncoostruzione. Può essere il risultato di quattro meccanismi: la contrazione del muscolo liscio delle vie aeree, l’edema della parete bronchiale, la formazione di tappi di muco che occludono il lume e diverse alterazioni strutturali della parete delle vie aeree. Tutti questi meccanismi sono associati all’infiammazione delle vie aeree.

Fattori di rischio
L’asma è una malattia complessa, nella quale giocano un ruolo sia fattori genetici che ambientali. Nonostante il ruolo dei diversi fattori non sia ben definito, esistono indicazioni precise relative ad alcuni di essi. Al primo posto, ad esempio, c’è l’esposizione al fumo di tabacco, anche a quello passivo. Un ruolo molto importante però è giocato anche dall’inquinamento ambientale, sia in ambienti chiusi che all’aperto (dalla polvere agli acari, dal particolato ai pollini), da insetti e animali e domestici (cani e gatti), dalla presenza di muffa nell’ambiente in cui si vive, da un eccesso di umidità ambientale, da un basso peso alla nascita, dalla presenza di infezioni polmonari precoci. Oltre a cause di tipo ambientale e sanitario, il livello nutrizionale, di educazione e attenzione igienica e le condizioni economiche sono tutti elementi che influenzano profondamente l’andamento della malattia.

Diagnosi e trattamento
L’asma è una malattia cronica, per la quale non esiste oggi alcun trattamento risolutivo. E’ possibile, però, controllarne il decorso, riducendo gli attacchi d’asma e le loro conseguenze, come i sibili e la tosse, e le difficoltà respiratorie. Per effettuare un piano di controllo adeguato è importante che la malattia sia diagnosticata precocemente, per evitare gli effetti dannosi di una infiammazione cronica.



Tramite la Spirometria è possibile diagnosticare l’asma e una volta diagnosticata, la persona sa bene che non potrà reggere dei ritmi serrati e non potrà essere paragonabile ad un lavoratore “sano”. Ci sarà quindi bisogno sempre di assistenza e ci saranno inevitabilmente delle limitazioni alle mansioni che un lavoratore asmatico potrà svolgere.

Asma e invalidità

I malati d’asma sono quindi ben consapevoli che la loro situazione è irrisolvibile ed incurabile, ma tuttavia vi sono diversi farmaci che aiutano a controllare la patologia e soprattutto a limitare la forza e la frequenza dei cosiddetti attacchi.
Essendo l’asma una malattia che va a limitare le capacità di una persona / lavoratore, è possibile che ad un asmatico venga assegnata una percentuale di invalidità, in quanto è sottoposto ad una serie di limitazioni anche nella vita normale che ovviamente si possono ripercuotere in un ambiente lavorativo.

Si tratta però di percentuali di invalidità decisamente ridotte, infatti per chi ha l’asma allergico estrinseco la percentuale varia tra il 21% e il 30%, mentre per i malati di asma intrinseco la percentuale è fissa al 35%.

Se l’asma si va a mischiare ad altre malattie come la BPC (broncopneumopatia cronica) o la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) la percentuale di invalidità può salire sensibilmente ottenendo una serie di altre agevolazioni. La percentuale può arrivare al 45% se è presente una bronchite asmatica cronica.

Con una BPC la percentuale di invalidità può salire ad una cifra compresa tra il 71% e l’80% che può portare ad agevolazioni come protesi, iscrizione alle categorie protette, esenzione dal ticket sanitario ad eccezione del pagamento della quota fissa. E’ possibile anche ottenere un assegno di invalidità di 279,47€ per dodici mesi all’anno se il proprio reddito non supera i 4800,38 euro e si ha un’età compresa tra 18 e 65 anni.

In casi estremi di BPC severa la percentuale può salire anche oltre l’80% e nei casi più gravi può arrivare alla totalità del 100%. In questo caso si può ottenere anche un’indennità di accompagnamento e il reddito massimo per poter ottenere il sussidio arriva a 16.532,10 euro all’anno.

Tutti i lavoratori che soffrono d’asma possono assentarsi per malattia presentando il certificato di malattia emesso dal proprio medico curante che può stabilire alcuni giorni di riposo. I malati devono però rispettare gli orari della visita fiscale, ma possono assentarsi in caso di terapie e visite mediche, purchè opportunamente documentate.

Nonostante alcune attività all’aperto possano giovare i malati d’asma, tali attività non possono essere giustificanti per un’eventuale assenza durante gli orari di visita fiscale.