giovedì - 22 Ottobre - 2020

Anche le casalinghe possono garantirsi una pensione: basta iscriversi al fondo INPS e versare 25€ al mese

Anche le casalinghe possono garantirsi una pensione: basta iscriversi al fondo INPS e versare almeno 60 mesi di contribuzione.

Chi ha detto che le casalinghe non possano ricevere una pensione dopo il duro e lungo lavoro che hanno fatto in casa per accudire la propria famiglia?

Anche le casalinghe possono andare in pensione: le donne inoccupate che dedicano il loro tempo alla cura della casa, infatti, possono assicurarsi un assegno di pensione versando di tasca loro i contributi previdenziali all’Inps.

Se siete interessati a capire come fare, vi suggeriamo come poterla richiedere.

Aderendo al fondo pensione casalinghe dell’Inps e versando i contributi previsti, finalmente anche le donne potranno assicurarsi un piccolo risarcimento e andare in pensione all’età di 57 anni, con l’importo dell’assegno previdenziale calcolato secondo le regole del sistema contributivo.

L’importo della pensione, quindi, dipende dal monte contributivo dell’interessata, ossia dall’ammontare dei contributi versati.

Sarà la casalinga a decidere se assicurarsi una pensione quando raggiungerà 60 anni; sarà sua decisione, infatti, decidere se iscriversi al “ fondo casalinghe INPS ”, ovvero al fondo di previdenza riservato a coloro “svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari”.

D’altronde l’importo da pagare è alla portata di tutti, per vedersi riconosciuta la pensione una volta compiuti i 57 anni non è elevato; per maturare un proprio trattamento pensionistico, infatti, è sufficiente versare un contributo di 25,82€ mensili per almeno 60 mesi.


Come funziona la pensione casalinghe?

Chi fa dei lavori in casa non riceve alcuna retribuzione ma è comunque giusto che, possano ricevere anche loro una piccola ricompensa nel tempo poiché il loro lavoro non è meno faticoso degli altri.

A sostegno di questa categoria il 1 gennaio 1997 è stato istituito il fondo casalinghe INPS, al quale possono iscriversi uomini e donne tra i 15 ai 65 anni che possiedono i seguenti requisiti:

  • esercitano un lavoro in famiglia, legato a responsabilità familiari, non retribuito e non soggetto a vincoli di subordinazione;
  • non risultano titolari di pensione diretta;
  • non svolgono attività lavorativa (dipendente o autonoma) per cui vige l’obbligo di iscrizione ad un altro ente o ad un’altra cassa previdenziale;
  • svolgono un’attività lavorativa part-time se, in funzione all’orario e allo stipendio percepito, si verifica una riduzione delle settimane utili per il diritto a pensione.
Come presentare la domanda?

L’iscrizione al fondo casalinghe decorre dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda, che può essere presentata:

  • presso la sede INPS, direttamente o mediante uno degli enti di Patronato, riconosciuti dalla legge, che prestano assistenza gratuita ai lavoratori;
  • tramite posta con raccomandata con avviso di ricevimento;
  • on-line dal sito INPS;
  • patronati e intermediari dell’Istituto;
  • contact center, 803164 gratuito da rete fissa o 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico.
Importo da versare

Indipendentemente dall’età, tutti dovranno versare la stessa cifra minima o che può aumentare se siamo noi a deciderlo, per avere una pensione più sostanziosa.

L’importo da versare nel fondo casalinghe è libero e a discrezione del soggetto, che deve tener conto che con almeno € 25,82 si avrà diritto ad un mese di contribuzione.

Infatti l’INPS ogni anno accrediterà tanti mesi contributivi quanti quelli pari al rapporto tra l’importo totale versato durante l’anno  € 25,82.



Ad esempio, versando poco meno di 104€ verranno accreditati 4 mesi di contribuzione presso il fondo pensione casalinghe INPS; per avere diritto all’assegno previdenziale, però, gli anni di contribuzione devono essere almeno pari a 5, per un equivalente di 60 mesi.

L’importo spettante al soggetto sarà determinato secondo il calcolo contributivo, quindi più sono i contributi versati e maggiore sarà il valore dell’assegno. I contributi versati sono deducibili, completamente, dal reddito imponibile IRPEF, sia per il dichiarante, che per i familiari a carico fiscale.

Si può procedere al pagamento in qualsiasi momento dell’anno servendosi dei bollettini di c/c postale che l’INPS invia a casa con la lettera che notifica l’accoglimento dell’iscrizione.

A cosa si ha diritto?

L’INPS deve erogare le seguenti prestazioni:

  • pensione di inabilità, che prevede una contribuzione di almeno 5 anni, e che è garantita a patto che venga dimostrata un’assoluta e permanente impossibilità a prestare qualsiasi attività lavorativa;
  • pensione di vecchiaia, che viene erogata dai 57 anni a patto che siano stati versati almeno 5 anni (60 mesi) di contributi.

Tuttavia per vedersi riconosciuta la pensione di vecchiaia all’età di 5 è anni è necessario che l’importo della pensione maturata sia pari all’ammontare dell’assegno sociale maggiorato del 20%. In poche parole, dal momento che l’assegno per il 2018 ha un importo pari a 458,00 euro, la pensione maturata dalla casalinga deve avere un importo maggiore di 549,60€.

Si prescinde dall’importo, invece, una volta che la casalinga ha compiuto i 65 anni di età.

Questo articolo ha lo scopo di informare molte donne che non sono a conoscenza di poter versare dei contributi per ricevere in cambio una piccola pensione, che anche se minima, è comunque una piccola soddisfazione per il lavoro svolto nelle sue mura domestiche.

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